una settima fa Renato Sellani - il gran signore del jazz ci ha lasciato

una settima fa Renato Sellani - il gran signore del jazz ci ha lasciato

Nella sua lunga vita non suonò solamente con i mostri sacri del jazz mondiale… un giorno giocò a integrare le sue note jazz al suono delle nostre launeddas… che avremo il piacere di pubblicare.

Un “grazie” alla mia amica Anna che accompagnando negli ultimi decenni la vita di Renato Sellani, mi ha dato la grande chance di poter godere di 30 anni di amicizia, di affetto e di musica del grande maestro. Cara Anna, abbiamo visto il suo corpo piegarsi e affievolirsi sempre di più, ma la sua forza creativa e la sua genialità, ai nostri occhi, lo rendeva immortale come la sua musica. Renato prima della sua partenza, ha salutato tutti con le ultime note magiche e la sua sublime ironia. Il pubblico ha risposto alzandosi in piedi commosso, mentre si abbassava il sipario sulla sua bella vita. Tutto questo avveniva solo otto giorni prima che ci lasciasse.

Ci mancherà la sua ironia, la sua curiosità per le cose piccole del quotidiano che solo i Grandi sanno avere. Ci mancherà la sua eleganza, la sua cortesia e la sua attenzione per i più deboli. Renato viveva in una dimensione speciale, lontano dalle “note stonate” della vita, una dimensione che oltre alla sua musica, ospitava altre grandi passioni: l’amore puro per lo sport e per la competizione. Con lo stesso spirito con cui seguiva il calcio, negli anni 80/90 seguiva le mie competizioni automobilistiche. Ti ricordi Anna? E’ capitato tante volte che venisse con te a prendermi in aeroporto o in arrivo o in partenza da una Parigi Dakar, da un Rally dei Faraoni, dalla Parigi Pechino… Che storie! Casa vostra, dopo gli anni meravigliosi e divertenti dell’università, è come se fosse divenuta una tappa obbligata di quelle gare. Renato era informato sempre di tutto perché amava davvero l’essenza nobile dello sport.

Una settimana ad oggi, a Milano, dentro le mura di casa, c’era una bella atmosfera di luci, di profumi e di musica di sottofondo per tutto il tempo. Erano in sintonia anche quelle vecchie poltroncine da teatro… Renato raccomandò che si ignorasse la sua partenza: “non ditelo… vado solo a farmi un giro…”, ma nessuno ci ha creduto, sicuramente neppure lui era convinto. Era normale che la notizia volasse e che gli amici arrivassero. Quel va e vieni discreto di artisti e di gente comune, compresi i tuoi pazienti, è stato bello. Lui era sicuramente felice. Voglio ricordarlo in una cornice naturale in Sardegna, che lui amava, chino sul pianoforte, tra il cielo e il mare di Salmagi, tra gli aromi della nostra vegetazione mediterranea. Era l’undicesimo compleanno di Nicolò. Un’indimenticabile festa per bambini a cui gli adulti, “finti accompagnatori”, non seppero rinunciare. Ciao Renatino. Se puoi, suona ancora per noi.

Claudia

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