tassa regionale per il diritto allo studio: da 62 a 140 € per gli studenti sardi

tassa regionale per il diritto allo studio: da 62 a 140 € per gli studenti sardi

Un aumento decretato dalla Giunta Pigliaru e dal suo assessore alla cultura Claudia Firinu, in quota SEL.

Non può essere una giustificazione, quanto dichiara l’assessora Firinu, secondo cui: “non deriva dalla Giunta ma da un obbligo di legge a cui la Sardegna provvede per ultima, con un ritardo di oltre due anni”.

L’assessora dimentica il potere decisionale della Regione Autonoma a Statuto Speciale su questi temi.

L’assessora ignora che tra le regioni d'Italia, la Sardegna si attesta tra le più povere e più colpite dalla crisi economica e dagli abbandoni scolastici.                                                                                 

L’assessora tace sul fatto che le borse per il diritto allo studio in Sardegna sono inferiori di 2000 euro rispetto a quelle del resto d’Italia.

Così facendo la Firinu privilegia gli interessi dei Governi Monti, Letta e Renzi e le loro inadempienze in Sardegna in ordine al diritto costituzionale allo studio, arrivando a farlo gravare sulle famiglie degli studenti con un reddito di 25.000 euro. Quindi saranno queste famiglie, con l'aumento delle tasse, a finanziare lo studio degli studenti con un reddito ancora più basso.

Ancora una volta le famiglie sarde, anche finanziariamente, sono chiamate a sostituirsi alle Istituzioni regionali e statali inadempienti.

Demagogiche le dichiarazioni alla stampa del Presidente Pigliaru che annuncia l’aumento, in Finanziaria Regionale, di 2 milioni di euro da destinare a 600 borse di studio. Peccato che non abbia specificato che non essendoci disponibilità finanziarie, come dichiarato dall’assessora alla Cultura, verranno spremute ancora una volta le nostre famiglie.

L’aumento scandaloso delle tasse ha creato sconcerto e incredulità anche nel Rettore dell’Università di Cagliari e tra le associazioni studentesche, che hanno espresso una forte preoccupazione per la ricaduta di questi provvedimenti sulle fasce più deboli. Tra l’altro tutto è stato deliberato vigliaccamente ad anno accademico già in corso, mettendo in difficoltà i bilanci delle nostre famiglie.

Cosa avrebbe detto l’assessore Firinu se questi provvedimenti fossero stati presi un anno fa dalla Giunta Cappellacci?

Ancora più sconcertante che con questi provvedimenti, oggi, Pigliaru e il suo assessore, abbiano rinunciato alla propria Autonomia, in materia di pubblica istruzione, dimostrando di essere totalmente succubi e proni ai voleri di Renzi e della sua maggioranza, a scapito degli interessi e delle aspettative degli studenti e degli Atenei sardi.

Claudia Zuncheddu - SardignaLibera

Luigi Marotto - Sardegna Sostenibile e Sovrana

 

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