I Giganti di monti Prama prima fuori poi dentro gli itinerari culturali italiani - l'esclusione non era una gaffe - Sardigna no est Italia

I Giganti di monti Prama prima fuori poi dentro gli itinerari culturali italiani - l'esclusione non era una gaffe - Sardigna no est Italia

Ancora una volta la Sardegna “dimenticata” nei programmi dei governi italiani, suscita reazioni di stupore e di rabbia nella Politica sarda, costringendo un viceministro italiano, meticcio, a deboli giustificazioni e al Governo Regionale, ancora una volta “tradito” dal Governo amico, a un sussurro, a un lamento.

E’ la “sindrome dell’abbandono e della dipendenza” il grande male dei sardi.

Che il Governo italiano e suoi rappresentanti soffrano tutti di amnesia non è credibile, ancor meno nel pieno dell’entusiasmo mediatico attorno ai giganti di Monte Prama. L’ennesima “amnesia” del Ministero, dev’essere uno stimolo per i sardi a proseguire per la nostra strada, forti di quel patrimonio identitario, straordinario e unico, non contemplato nel contesto culturale italiano e come tale, sino a ieri escluso dal portale ufficiale dell’Expo 2015, curato dal Ministero dei Beni Culturali.

Qualche voce si leva dall’ ”oltretomba” del Consiglio Regionale, in coma da un’anno, per “miagolare” contro il Governo Renzi per la gaffe. Un Governo amico della maggioranza che governa la Regione, che una volta tanto agisce coerentemente, estromettendo la Sardegna dal sito “VeryBello.it”, riconoscendo di fatto che i nostri Giganti e la nostra storia, nulla hanno a che vedere con gli itinerari italiani.  

All’intellettuale sardo Francesco Casula, autore di “Letteratura e civiltà della Sardegna”, di recente pubblicazione, nel raccontare, in tono provocatorio, che nel 2005 la Biblioteca del quotidiano La Repubblica stampò un volume di 800 pagine sulla Preistoria italiana escludendo la civiltà nuragica, ho risposto “ritengo che non sia una dimenticanza o un’omissione. Gli autori italiani, che noi sardi ringraziamo per l’onestà culturale, non possono aver dimenticato la preistoria sarda. Essi hanno preso atto che quella cultura così diversa, non poteva appartenere all’Italia, riconoscendo al di là di ogni artefatto politico che sa Sardigna no est Italia”.

E’ la storia della Casa farmaceutica che per promuovere un farmaco in Italia, dedicò una pagina di calendario a tutte le sue regioni, esclusa la Sardegna. Da un ambulatorio sardo, calendario e farmaco tornarono indietro, verso la Casa madre, non per offesa, ma perché la Sardegna nella sua medicina tradizionale, già vantava una molecola migliore.

L’introduzione, nel sito “VeryBello.it”, dei Giganti non solo di Monte Prama, ma di tutta la cultura e le tradizioni sarde, con le scuse al seguito del Ministero dei Beni Culturali italiano, questa si che è una gaffe!

Claudia Zuncheddu

 

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