TV di Stato -"Alle Falde del Kilimangiaro" - Informazione confusa e fuorviante. I Tuareg non sono terroristi. Chiediamo la rettifica immediata

TV di Stato -"Alle Falde del Kilimangiaro" - Informazione confusa e fuorviante. I Tuareg non sono terroristi. Chiediamo la rettifica immediata

Spett. RAI Tre-TV. Trasmissione “Alle Falde del Kilimangiaro” – 15/03/2015 - 40° minuto

Oggetto: Richiesta di Rettifica sulle dichiarazioni inerenti i Tuareg del Mali

Nel corso della puntata del 15 Marzo 2015, alle ore 16,51, sezione: Osservatorio internazionale - l’ospite della trasmissione, Anna Maria Esposito, giornalista inviata di Rai- News 24, a proposito dei conflitti in corso nel Mali, ha dichiarato:

“Il Mali fa parte dei paesi della fascia sub-sahariana. La parte nord è incuneata nel deserto e proprio quella parte, a nord del paese, che è stata oggetto di una guerra, di una condivisione di violenze soprattutto da parte dei Tuareg con i miliziani islamici che hanno appoggiato i secessionisti per le regioni dell’Azawad e soprattutto contro l’esercito di Bamako… A Bamako dopo l’intervento delle forze militari francesi, in appoggio proprio ai soldati del Mali, sono intervenuti contro i Tuareg e c’è stato un attentato in un ristorante la Terrace con 5 vittime, attentato rivendicato dall’organizzazione che si rifà ad estremisti islamico”.

Sono una testimone diretta della situazione drammatica in cui vivono i Tuareg dell’Azawad. Ritengo le dichiarazioni dell’inviata di Rai-News 24, imprecise e fuorvianti, tali da accrescere la confusione e la disinformazione che già regna in Occidente, sul Popolo Tuareg che tutti i giorni lotta per la sopravvivenza e per la propria identità.

Per una corretta informazione, riterrei doveroso, che la giornalista specificasse se è stata inviata in loco, nel corso di questi conflitti, oppure, indicasse le fonti da cui ha attinto le informazioni.

La Ribellione del popolo Tuareg, contro le condizioni difficilissime in cui vive nei propri territori, è una lotta laica e democratica che nulla ha a che vedere con le azioni terroristiche di Alqaeda e delle sue diramazioni (da Aqmi per il Maghreb islamico, a Mujao, a Ansar Dine). Organizzazioni che si sono infiltrate nell’Azawad e che praticano azioni terroristiche con l’alibi della religione e dell’imposizione della Sharia.

Contrariamente alle dichiarazioni della giornalista, i Tuareg, impoveriti e privi di mezzi, hanno dovuto combattere contro i fondamentalisti super armati e ben equipaggiati. Si tratta di organizzazioni jihadiste, che creano terrore e morte fra i tuareg civili, che hanno distrutto a Timbouctou parte dell’antica civiltà di questo centro, che tentano di annientare la straordinaria emancipazione delle donne tuareg. Questi criminali jihadisti, come possono essere confusi con i Tuareg che lottano per il diritto a continuare a esistere nei propri territori e che hanno imbracciato le armi e contribuito anch’essi, con i francesi alla cacciata di questi terroristi dai territori dell’Azawad?

Il problema dei Tuareg è che esiste da oltre 50 anni un contenzioso fra loro e gli Stati e i governi post-coloniali che si sono creati nelle zone sahariane e nel Sahel, zone tradizionalmente abitate da diverse etnie nomadi di cui i tuareg sono una parte consistente. Con alterne vicende in questi 50 anni il popolo tuareg si è ribellato alle condizioni di servitù e povertà in cui veniva tenuto da diversi governi locali. In particolar modo i tuareg del Mali e del Niger, da oltre mezzo secolo rivendicano il diritto ad essere riconosciuti come Nazione e a continuare a vivere nei propri territori.

A causa delle ricche risorse del sottosuolo che attraggono l’interesse non solo delle multinazionali del petrolio e dei fosfati, ma degli stessi governi locali, il diritto di tutte le etnie dell’Azawad, all’autodeterminazione, viene negato. Tutt’ora sono in corso, nelle zone liberate dell’Azawad (da parte dei tuareg dell’MNLA), incontri fra le rappresentanze dei vari gruppi etnici e la Comunità Internazionale, per definire i Patti di pace tra l’Azawad e il governo maliano.

Ciò che andrebbe invece denunciato all’opinione pubblica mondiale, sono gli attacchi da parte di terroristi jihadisti, nelle zone libere dell’Azawad, contro bambini e donne tuareg in accampamenti isolati.

L’attentato di Bamako, al ristorante La Terrace, è stato rivendicato dal gruppo jihadista guidato dal terrorista algerino Mokhtar Belomokhtar, che c’entrano i tuareg? Che c’entra la loro lotta? Perché confondere i Tuareg con i terroristi jihadisti?

Riteniamo doveroso che la vostra prestigiosa trasmissione chiarisca il messaggio confuso e forviante della giornalista di Rai News 24, sottolineando che i Tuareg lottano per la Libertà e la Pace.

Ringrazio anticipatamente a nome del nobile popolo Tuareg.

 

Claudia Zuncheddu

 

PS: Dichiarazioni al 40° minuto

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-627b8f25-bb6f-4f84-8858-a4e99a2d1f04.html#p=0

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