Tossilo: le lobby della politica - come le squadre di calcio... i "giocatori" si comprano

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Minacce e intimidazioni contro chi dissente

Nel corso della manifestazione di sabato a Tossilo, contro la scelta della Giunta Pigliaru, favorevole all’ampliamento dell’inceneritore, il sindaco di Macomer Succu, ha minacciato di chiedere i “danni di immagine”, prodotti dalla campagna mediatica di denuncia contro le politiche “inceneritoristiche”.

Il Sindaco ignora, che il dissenso contro le politiche devastanti per le economie locali, per la salute ambientale e dei cittadini, nonché impattanti per lo stesso paesaggio, ha ben varcato i confini della contestazione in situ.

Il problema Tossilo non è solo locale, ma è un problema di tutti sardi, per cui minacce e intimidazioni  contro tutti, dalla stampa ai Movimenti Indipendentisti, Ambientalisti, Culturali, alle Associazioni, ad ogni singolo cittadino che lotta a fianco del Comitato Non Bruciamoci il Futuro di Macomer. Tutti saremo in prima fila a rispondere dei “danni” che una certa Politica rivendica.

Il Sindaco, sostenuto dalla Giunta Pigliaru, tenta di imbavagliare il dissenso per affermare l’impunità degli interessi di singoli e di lobby che sull’inceneritore di Tossilo costruiscono le loro fortune. La salute e la sicurezza delle popolazioni non può essere barattata con i c.d. “atti amministrativi” che l’attuale Giunta ha firmato e che poggiano su dati poco trasparenti. L’operazione promossa dalla Giunta di “Centro-Sinistra e c.d. Sovranista”, così come ha dichiarato il Presidente, “non è un progetto della sua Giunta, del suo Governo, ma del precedente…”.

Caro Presidente Professore, non si può firmare un atto amministrativo senza condividerne il contenuto politico. Chi e che cosa può aver imposto la garanzia di continuità alle politiche devastati del precedente Presidente Cappellacci? Vogliamo chiarezza e assunzione di responsabilità.  Anche se politici della Giunta di Centro-Destra di ieri, oggi sono nella Giunta di Centro-Sinistra e c.d. Sovranista, questo passaggio non implica alcun obbligo di continuità delle politiche di Cappellacci in materia ambientale.

Le minacce e le intimidazioni, per imbavagliare il dissenso non saranno un deterrente. Il Comitato Non Bruciamoci il Futuro di Macomer, in questa lotta, è la “sintesi” di un vasto movimento sardo, che chiede una presa di posizione a chi di competenza e alle politiche europee in materia di inceneritori e di salute ambientale.

Le lobby della Politica, ancora una volta, vogliono distruggere la nostra Terra e violare la sua vocazione agro-pastorale e turistica. Questa Politica violenta e senza scrupoli, in nome della speculazione e degli affari, arriva a uccidere ogni speranza di vita migliore, di un lavoro pulito e del diritto delle nostre collettività a decidere sulle scelte, anche economiche, in armonia con la vocazione dei nostri territori.

Fino a quando, i “soliti noti, padroni del vapore”, continueranno ad usare le leggi a proprio uso e consumo e ad abusare della nostra pazienza?

Claudia Zuncheddu

PS: l’attuale sindaco di Macomer, un politico che ha veramente le idee chiare…

Il sindaco Succu, oggi grande sostenitore dell’ampliamento dell’inceneritore, il 12/11/2010, allora consigliere comunale di Macomer, dichiarava in Consiglio:

“…gli inquinamenti industriali possono influenzare lo stato di salute dei lavoratori e delle popolazioni che vivono nelle aree circostanti, in questo studio cercheremo di focalizzare tutto sull’attività dell’inceneritore di Macomer che per me è un grosso inceneritore collocato in quest’area industriale e per Ottana per quanto riguarda la Petrolchimica e l’amianto. Il principale indagato in questo contesto sarà la diossina.    L’agenzia internazionale per la ricerca contro il cancro, ricordo ma penso che lo sappiate tutti, colloca la diossina nel cosiddetto gruppo 1, cioè uno dei cancerogeni più potenti che ci possano essere…”.

“…Il monitoraggio dell’aria deve essere esteso a tutti i paesi vicini a dove insiste l’inceneritore, possibilmente amplificato all’interno della nostra città.

Il rilevamento dei parametri deve essere il più ampio possibile, tutti dobbiamo conoscere quel’è il tasso di diossina nei rilievi…”.

“…mi risulta da voci informali che se il valore massimo consentito di diossina è di 100, a Macomer si è arrivati anche a 75, è un valore preoccupante…” (Fonte: Non Bruciamoci il Futuro di Macomer -  “Memoria Corta e Faccia Tosta”  30/03/2015)

 

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