La Sardegna in piazza a difesa della scuola pubblica - contro le politiche romane e locali

La Sardegna in piazza a difesa della scuola pubblica - contro le politiche romane e locali

Imponente la manifestazione a Cagliari per salvare la scuola pubblica contro il Governo Renzi e i suoi sostenitori locali, oggi alla guida della Sardegna. Con la Riforma c.d. “La Buona Scuola” il Governo Renzi e la Giunta Pigliaru, sempre pronta ad allinearsi, decretano la morte della scuola pubblica, privilegiando le scuole private. Le ripercussioni di questa controriforma, soprattutto per i giovani e le famiglie sarde, saranno catastrofiche. La Giunta Pigliaru, in modo acritico e ossequioso, ha appoggiato politiche di “genocidio culturale” nella nostra Isola, già piegata dalla crisi economica e sociale.

Il Professore Presidente è di memoria corta e dimentica di aver impostato la sua campagna elettorale esaltando l’importanza della scuola e della conoscenza per il futuro dei nostri giovani e della Sardegna. Così come l’assessora alla Cultura di SEL (Sinistra Ecologia e Libertà), Claudia Firinu, anch’essa ossequiosa al renzismo, non esita a sposare “La Buona Scuola” a suon di provvedimenti che neppure il peggior centro destra è mai riuscito a portare a termine. L’assessora di SEL, con il silenzio colpevole dei suoi compagni di partito, ha aumentato la tassa regionale per il diritto allo studio universitario da 60 a 140 euro, rendendo inaccessibile l’università a gran parte delle famiglie sarde.

Con la stessa leggerezza chiude le scuole nei nostri territori più disagiati e critici, negando con ciò il reale diritto allo studio per i nostri bambini ed il diritto al lavoro per gli insegnanti, come se in Sardegna non si morisse abbastanza di disoccupazione.

Questi "geni" della Politica, pur di ridurre a zero gli assegni di merito per gli studenti universitari, hanno trovato un escamotage nel bando di gara e cioè d’ora in poi, potranno godere dell’assegno solo gli studenti iscritti a 18 corsi di laurea, delle cosiddette “facoltà scientifiche”.

Si tratta di 18 corsi di laurea su un totale di 47 a Cagliari. Ma a parte le palesi discriminazioni tra gli studenti, va specificato che la facoltà di Medicina e Chirurgia, facoltà scientifica per eccellenza, è stata declassata a “facoltà non scientifica”, per cui gli studenti di medicina, non potranno usufruire dell’assegno, mentre paradossalmente, corsi come Scienze delle attività motorie e sportive, sono state classificate “facoltà scientifiche”. Forse per l’assessora l’arte Medica non è scienza ma stregoneria. E l'assessore alla Sanità si sarà accorto?

Queste sono solo alcune delle perle che sicuramente non aiutano la crescita culturale e scientifica dei nostri giovani e che ritardano colpevolmente il nostro percorso culturale e di emancipazione politica alla base della autodeterminazione nazionale dei sardi.

Claudia Zuncheddu

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