Arborea: XXXIII Congresso del Psd'Az - Il saluto di Sardigna Libera

Arborea: XXXIII Congresso del Psd'Az - Il saluto di Sardigna Libera

Arborea 22 – 25 Ottobre 2015

(Messaggio inviato)

Porto il saluto di buon lavoro a nome del Movimento Sardigna Libera e mio personale, al Congresso di un Partito che è stato un protagonista importante della nostra storia.

Tutti noi ci auguriamo che oggi il dibattito nel Psd’Az e in tutto il mondo indipendentista, sardista e identitario contribuisca alla costruzione del cammino di liberazione nazionale del Popolo sardo, contro gli interessi a noi estranei dell’Italia e della globalizzazione mondiale, per affermare una Sardegna libera, indipendente e prospera per i suoi figli in una Terra di pace e di incontro al centro del Mediterraneo e nel mondo.

Oggi bisogna costruire questo cammino se non vogliamo essere annullati come identità etnica-nazionale, come Popolo e come Stato. Non possiamo continuare ad essere una “utile colonia” dove scaricare di volta in volta: scorie nucleari, veleni pericolosi, inquietanti giochi di guerra, industrie inquinante già fallite al nascere o nel migliore dei casi continuare ad essere luogo di “turismo internazionale” che consuma il territorio e porta i profitti all’estero.

Esiste sa Zenia, l’identità culturale e politica sviluppata nel Pensiero di Simon Mossa, la Resistenzialità cantata da Giovanni Lilliu, ma un Popolo, una Nazione e uno Stato senza la sua Terra non può esistere.

Ci vogliono togliere la Terra per annullarci come Identità e come Nazione.

In questi decenni lo Stato italiano con i governi di Centro Destra e Centro Sinistra, le sue diramazioni locali e poi, tutti insieme appassionatamente, hanno cercato di vendere coste e isole, trivellare la terra e il mare, sotterrare veleni militari e industriali, costruire nuovi inceneritori e discariche, regalare parte della nostra Sanità al Qatar per poi pagarla con i nostri soldi… smantellare e non bonificare i siti industriali esistenti, finanziare progetti faraonici come il gasdotto Galsi, per poi rivelarsi non fattibile grazie al diniego degli algerini: Galsi che avrebbe devastato il nostro ambiente, il nostro territorio e le nostre economie… arrivare ad autorizzare il taglio delle foreste per creare pochi miseri posti di lavoro distruggendo un patrimonio che è parte integrante della nostra Identità. 

Di fronte a questi attacchi, bisogna reagire uniti se si vuole vincere e non essere schiacciati e cacciati dalla nostra Terra.

Oggi l’Unità è possibile, anche nelle nostre diversità. L’Unità è possibile a partire dai temi prima esposti, per continuare sui temi classici del sardismo e dell’identità come la Lingua, l’Istruzione e la Cultura, i Trasporti, la Fiscalità, le Banche etc., che sono una parte dei bisogni e delle esigenze del nostro Popolo e del nostro progetto di costruzione e affermazione dell’Indipendenza e dell’unità Nazionale.

Le nostre diversità sono una ricchezza da mettere insieme e valorizzare se si vuole difendere e affermare gli interessi e i diritti dei sardi e se si ha la volontà politica di superare i limiti dei propri tancati.

SardignaLibera – Claudia Zuncheddu

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