Gentile Claudia, ho letto con attenzione questa sua mozione presentata in consiglio regionale. Come ho fatto ogni anno, ho presentato regolare rinnovo del piano “Ritornare a Casa”. Quest’anno la regione ha deciso di complicarci ulteriormente la vita applicando nuove e incomprensibili accertamenti di valutazione. Un mese fa ho fatto regolare richiesta di visita neurologica a domicilio in quanto la beneficiaria (mia madre) non deambula. Dopo un mese di attesa ricevo una telefonata da parte del neurologo il quale mi dice che questo tipo di valutazione non è di sua competenza, ma bensì del geriatra della stessa struttura pubblica che in questo momento si trovano in ferie. Così ho deciso di trasportare mia madre con un’ambulanza presso una struttura pubblica come dice la nuove normativa. Stasera ho chiamato il Cup per prenotare questa visita spiegando loro tutta la trafila che fino a oggi ho fatto senza risultato, con grande professionalità e comprensione mi hanno consigliato di andare personalmente in reparto geriatria per chiedere dove devo rivolgermi per avere questo benedetto certificato. Le domande che mi pongo sono tante, mi limito a chiedere più umanità nei confronti di chi sta soffrendo. A oggi mi ritrovo con mia madre in stato di demenza terminale, come certificato già da diversi anni; una badante che non so per quanto tempo potrò tenere, e un certificato che non so e non sanno dove devo farlo e in che tempi. Ho scritto, tramite le assistenti sociali del mio comune, alla regione esponendo loro la difficoltà a retribuire la badante che si occupa di mia madre, chiedendo di accettare il rinnovo in attesa che la burocrazia ci permettesse di adempiere alle loro richieste, con tanta freddezza ci è stato negato anche questo. Che Dio ci aiuti!
Cordiali Saluti Salvatore