Legge Elettorale sarda: il diritto dei sardi a "buone leggi" e non a "leggi meno peggio"

Legge Elettorale sarda: il diritto dei sardi a "buone leggi" e non a "leggi meno peggio"

Tra i 40 consiglieri della RAS che hanno affossato la legge per la doppia preferenza di genere da dietro il “muretto a secco”, costruito dal “coraggioso” Mario Diana” del Centro-Destra, che ha chiesto il voto segreto, si nascondono numerosi consiglieri insospettabili di tutte le estrazioni politiche. Alcuni hanno votato contro in silenzio. Tanti altri sono intervenuti, talvolta simulando di battersi per i diritti delle donne, arrivando addirittura a proporre escamotage di recupero poco credibili e di dubbia praticabilità ed efficacia… Ovviamente tutto dopo la votazione di questa Legge che ha umiliato non solo le donne, ma tutto il Popolo sardo.

Anche in sede di voto la coerenza ha prevalso nei consiglieri del mio Gruppo (Sel – Sardigna Libera) che in tempi non sospetti hanno appoggiato la battaglia di tutte le donne della società sarda per i diritti civili e per la doppia preferenza di genere.

Nel corso del dibattito, si è palesato con rammarico, che le donne del Centro Destra, non hanno difeso al meglio il diritto delle donne ad essere rappresentate adeguatamente nel Consiglio della RAS. L’ambiguità è stata purtroppo alla base dell’operato delle colleghe del CD. Al di là delle dichiarazioni formali di disdegno più o meno forti, tutte hanno votato questa Legge elettorale che discrimina anche loro. E’ prevalsa la logica dell’obbedienza al sistema politico autoritario, maschile e maschilista. Una delusione per la Presidente Claudia Lombardo che in tante occasioni, ritenute di particolare importanza, ha espresso il proprio voto, a differenza di quest’occasione in cui la Presidente del Consiglio ha scelto di astenersi.     

25/06/2013

La mia dichiarazione di voto alla Legge

Esistono Leggi buone e Leggi non buone per i sardi. Il concetto di “Legge meno peggio” è tipicamente opportunistica e di chi non si assume le proprie responsabilità.

Il concetto di “Legge meno peggio”, dovrebbe essere a tutti noi estraneo in quanto siamo stati eletti per rappresentare al meglio e quindi a produrre “buone leggi” per dare risposte ai bisogni dei sardi, che ci hanno eletto confidando nella nostra capacità di rappresentarli al meglio e quindi producendo “buone leggi”. La logica della “Legge meno peggio” è la stessa logica che sta alla base del voto segreto, ovvero, “non assumiamoci responsabilità pubbliche e palesi” per stare dietro al muretto a secco per agire alle spalle senza essere visti.

Noi in quanto eletti, abbiamo il dovere di assumerci responsabilità palesi, a maggior ragione se si tratta di una Legge Elettorale, cioè di uno strumento che dev’essere assolutamente adeguato alle esigenze della società sarda, e quindi che non sia escludente e che non discrimini nessuna delle sue componenti.

Votare questa pessima Legge, quindi accettare la logica del “meno peggio” significa non onorare il nostro mandato. Mi auguro che la classe politica espressa in quest’Aula si assuma pienamente e pubblicamente la responsabilità delle proprie azioni e non si nasconda ancora una volta dietro la logica del “meno peggio”, non dando risposte alle esigenze di democrazia della società.

La nostra responsabilità è quella di fare Leggi buone, utili, eque e rappresentative delle nostre diversità, a partire dalle donne (che costituiscono oltre il 50% della società) alle minoranze politiche - identitarie e sociali che sono alla base della diversità della società sarda, che non può essere omologata a quella italiana con questa Legge elettorale discriminatoria, utile alle lobby che ancora oggi vogliono tenere il Popolo sardo sotto un nuovo dominio coloniale.

Per ciò che mi riguarda il “meno peggio” e la prassi del “muretto a secco” non fanno parte della mia cultura politica, notoriamente fondata sulla trasparenza, sulla tracciabilità delle mie azioni e sul rispetto dei diritti dei sardi, delle donne e di tutte le minoranze politiche a partire da quelle identitarie che sono parte integrante e irrinunciabile della società sarda e della nostra storia.

Con questa pessima Legge, la classe politica sarda oggi ha manifestato la sua grande debolezza e inadeguatezza, nel non saper interpretare la democrazia e quindi le leggi, come strumento prioritario di partecipazione popolare alla gestione trasparente del Bene Pubblico.

Claudia Zuncheddu

Presenti 74       Votanti 68                    SI 61                NO 7                Astenuti 6

Votano NO: Zuncheddu (SL) – Cugusi – Sechi – Cocco D. (Sel) – Stocchino G. (RC) – Maninchedda – Dessi P. (Psd’Az)

Astenuti: Riformatori

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