L'isola di Budelli: il gioiello del parco nazionale de la maddalena svenduto a privati. Tutto ciò che bisogna fare per restituirla ai sardi

L'isola di Budelli: il gioiello del parco nazionale de la maddalena svenduto a privati. Tutto ciò che bisogna fare per restituirla ai sardi

 

La Sardegna ridotta a “spezzatino” e servita come "piatti prelibati" e a basso costo ora a Emirati arabi, ora al Qatar ora a neozelandesi… Ma dov’è, cosa fa e a favore di chi opera il Presidente Cappellacci?

Consiglio Regionale della Sardegna

XIV Legislatura

Interpellanza Zuncheddu sulle iniziative urgenti che la RAS deve mettere in atto per evitare che l’isola di Budelli sia definitivamente ceduta ai privati e affinché sia riacquisita all’interno del patrimonio paesaggistico – naturalistico e identitario sardo

Premesso che

- come preannunciato ormai da tempo, un ulteriore bene paesaggistico – ambientale tra i più rinomati e pregiati della Sardegna, viene fatto oggetto di vendita fra privati, non solo svenduto come se fosse un qualsiasi bene di largo consumo, ma anche e soprattutto mortificandolo del suo valore di bene primario e svilendolo della propria importanza identitaria, nonché paesaggistico - naturalistica;

- dopo i noti precedenti storici come quello dell’Isola di Mal di Ventre e la svendita ancora in corso, fra l’altro avvallata dall’attuale Presidente della RAS, di parte del Nord Sardegna ad acquirenti arabi, anche l’Isola di Budelli, rinomata in tutto il mondo per la sua “spiaggia rosa” e per essere una delle maggiori attrazioni all’interno del Parco Nazionale de La Maddalena, il 1° Ottobre 2013 è stata ceduta ad un imprenditore privato neozelandese per 2,94 milioni di Euro ad un’asta, dopo che il precedente proprietario, una impresa immobiliare milanese, aveva dichiarato fallimento;

- va ribadito che la gravità del caso emerge maggiormente se si considera che, proprio per la sua singolarità naturalistica, l’isola di Budelli è assoggettata a tutela e a severi vincoli paesaggistici (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.), vincolo di conservazione integrale (legge regionale n. 23/1993), ed è soggetta a vincolo di inedificabilità in base al Piano Paesaggistico Regionale (P.P.R.), oltre che preservata da interventi di varia natura, in quanto ubicata all’interno di un arcipelago, quello de La Maddalena, classificato come Parco Nazionale, sito di importanza comunitaria (S.I.C.) e zona di protezione speciale (Z.P.S.);

- dalle notizie in merito alla questione è emerso che l’acquirente sia un ambientalista intenzionato ad adoperarsi affinché l’habitat, la flora e la fauna dell’isola siano rispettati e preservati, attivandosi in sinergia con le istituzioni locali attraverso l’attuazione di specifici piani di conservazione: intenzioni lodevoli che comunque non possono giustificare in modo alcuno l’assenza e il totale disinteresse che fino ad oggi la Regione Autonoma della Sardegna ha dimostrato per questa e altre vicende simili;

- la RAS, infatti, fino ad oggi non ha messo in atto tutte le possibili e opportune iniziative mirate a far si che questo bene identitario di inestimabile valore identitario venisse incluso nel patrimonio paesaggistico e collettivo sardo cosi come più volte auspicato dalla collettività: tale inefficienza si è assodata nel tempo, sebbene già da mesi fosse stata paventata da più parti la possibilità di riacquisire l’isola di Budelli;

- sebbene siano altrettanto lodevoli e meritorie le iniziative promosse dall’Ente Parco dell’Arcipelago de La Maddalena e da privati cittadini, al fine di raccogliere fondi per recuperare il bene sottratto alla collettività e alla sua naturale appartenenza e per evitare che rimanga definitivamente proprietà di privati, allo stesso tempo è alquanto mortificante che i cittadini abbiano dovuto assumersi tali responsabilità per compensare l’inerzia e l’assenza della Regione Autonoma della Sardegna;

Constatato che

- trattandosi di compravendita di beni culturali e del Paesaggio, anche in questo caso il bene è soggetto a quanto prescritto dagli articoli 60 e 62 del “Codice dei beni culturali e del paesaggio”, che nello specifico prevedono quanto segue:

1) art. 60, comma 1 – “Acquisto in via di prelazione”: Il Ministero o, nel caso previsto dall'articolo 62, comma 3, la Regione o agli altri enti pubblici territoriali interessati, hanno facoltà di acquistare in via di prelazione i beni culturali alienati a titolo oneroso o conferiti in società, rispettivamente, al medesimo prezzo stabilito nell'atto di alienazione o al medesimo valore attribuito nell'atto di conferimento (1);

2) art. 62, comma 2 – “Procedimento per la prelazione”: 2. La regione e gli altri enti pubblici territoriali, nel termine di venti giorni dalla denuncia, formulano al Ministero una proposta di prelazione, corredata dalla deliberazione dell'organo competente che predisponga, a valere sul bilancio dell'ente, la necessaria copertura finanziaria della spesa indicando le specifiche finalità di valorizzazione culturale del bene (1);

- a tal proposito, è doveroso citare quanto segnalato dal competente Ministero dell’Ambiente circa l’impossibilità delle Pubbliche Amministrazioni a procedere “all’acquisto di immobili a titolo oneroso” a causa dei vincoli imposti dalla legge di stabilità 2013 e, quindi, a far valere il diritto di prelazione;

Evidenziato che

- in merito a tali problematiche, è comunque opportuno mettere in evidenza il fatto che rispetto alla cosiddetta ‘Vertenza Entrate’ ancora aperta, il Governo italiano si pone in una posizione fortemente debitoria nei confronti della Regione Autonoma della Sardegna, la quale, anche in nome dell’Autonomia riconosciuta dallo Statuto Speciale, può avvalersi di tale credito per agire nei confronti del Governo italiano, essendo legittimata anche da recenti pronunce della Corte Costituzionale e della Corte dei Conti, che si orientano nel senso di riconoscere la Vertenza, imporre al Governo il trasferimento tempestivo delle risorse e confermare l’immediata applicabilità del nuovo regime delle Entrate. Nello specifico:

  1. tale credito è stato riconosciuto nella sentenza n. 95/2013 della Corte Costituzionale, la quale ha evidenziato come “indubbiamente l’inerzia statale (sulla Vertenza Entrate) troppo a lungo ha fatto permanere uno stato di incertezza che determina conseguenze negative sulle finanze regionali, alle quali occorre tempestivamente porre rimedio, trasferendo, senza ulteriore indugio, le risorse determinate a norma dello statuto”;
  2. a ciò si aggiunge la pronuncia delle Sezioni riunite della Corte dei Conti per la Regione Sardegna che, nella relazione approvata in occasione del rendiconto generale per l’esercizio 2011, avevano confermato “l’immediata (intrinseca) precettività dell’art. 8 dello Statuto”, e quindi del nuovo regime delle Entrate;

Tutto ciò premesso,

si interpella il Presidente della Regione

1) affinché riferisca su quali azioni intenda intraprendere per consentire alla Regione Autonoma della Sardegna di esercitare il legittimo diritto di prelazione nell’acquisto dell’Isola, patrimonio naturale del Popolo Sardo;

2) se intenda far applicare le sentenze sopra citate, individuando la totalità dei fondi necessari all’acquisto anche nell’ambito della Vertenza Entrate, ponendo a carico dello Stato italiano, creditore della RAS, l’onere dell’acquisto.

Cagliari, 04/10/2013

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