Gentile Onorevole Zuncheddu,
sono contento di scriverle queste poche righe dopo la sua rettifica, anche perché questo mi consente di scriverle in modo meno formale, quasi come stessi scrivendo a tutti gli amici e consumatori che in questi giorni ci hanno chiamato per sapere se effettivamente i nostri pomodori contenessero arsenico.
Purtroppo però abbiamo un problema.
Come credo saprà benissimo, visto che mi sembra faccia largo utilizzo dei moderni mezzi di comunicazione, una delle regole di internet è che ciò che scriviamo o carichiamo sulla rete appartiene alla rete e difficilmente si trova il modo per tornare indietro.
E’ per questo che per fare delle precisazioni non basta l’articolo apparso sull’Unione Sarda di oggi ma è necessario utilizzare gli stessi canali che hanno riportato la prima notizia.
Se ieri avesse fatto una ricerca su google sulla frase “pomodori di Pula” avrebbe trovato ai primi posti il sito della nostra azienda e subito dopo “a Pula pomodori all’arsenico” (frase ovviamente estrapolata e completamente slegata dal contesto cui lei si riferiva).
Per questo sono rimasto sbalordito dalle sue dichiarazioni apparse su alcuni quotidiani online (sardiniapost e sardegna oggi) che peraltro mi sembra ricalcassero fedelmente l’interpellanza regionale n. 467/A da lei presentata.
Dopo avere letto la sua interpellanza, mi sono soffermato su queste affermazioni:
- l'esposizione costante, ormai da decenni, ad agenti inquinanti in tutta l'area intorno al Comune di
Sarroch e oltre, ha compromesso la vendita e la competitività che i prodotti agricoli di queste aree
avevano sul mercato (vedi ad esempio il caso dei rinomati pomodori di Pula che da prodotto
ortofrutticolo sardo per eccellenza, sono ormai stati etichettati anche oltre Tirreno come "pomodori
all'arsenico", con incalcolabili perdite economiche per le aziende locali);
- i danni, per il crollo della richiesta di mercato dei prodotti agricoli di queste aree, sono da diversi
anni incalcolabili, sia per la giustificata diffidenza dei consumatori, sia per le resistenze dei grossisti
di fronte delle pesanti perdite economiche che hanno subito per le enormi quantità di prodotti agricoli
invenduti;
- numerose sono le aziende agricole costrette ad abbandonare le proprie attività non solo per il crollo
della richiesta di mercato dei loro prodotti, ma anche per evitare possibili coinvolgimenti giudiziari
penali e/o civili.

Le prime cose che mi sono venute in mente sono:
• ma che hanno a che fare i nostri pomodori con quell’azienda a ridosso della Saras;
• ma chi oltre tirreno, etichetta i nostri pomodori come pomodori all’arsenico (ho sempre pensato il contrario);
• quante sono e quali sono le aziende che hanno chiuso anche per evitare possibili coinvolgimenti giudiziari penali e/o civili.

E pensi che ironia della sorte, ho ricevuto la prima segnalazione mentre sottoponevo ai sindacati il testo delle nostre buone pratiche sociali che a breve faremo certificare da organismi terzi.
Le dichiarazioni, forse un po’ avventate, mi hanno sbalordito ancora di più perché nella nostra azienda passiamo parte del nostro tempo a dimostrare ai nostri clienti e ai consumatori che i nostri pomodori oltre che buoni sono anche sani.
Questo lo facciamo con i sistemi e controlli che penso abbiano pochi uguali in Sardegna e nella penisola.
E’ grazie a tutto questo che siamo in grado di poter aderire a tutte le più importanti e rigorose filiere controllate della grande distribuzione Italiana ed Estera, da COOP ITALIA a COOP SVIZZERA passando per COOP DANIMARCA per citargliene alcune.
E mi creda in un mercato che guarda al prezzo come unico elemento di riferimento, a volte anche a discapito di quei valori o prerogative che le ho citato è dura stare a galla.
E’ per questo che sinceramente mi sarebbe piaciuto vedere un’interpellanza che raccogliesse l’urlo di disperazione di tutti quei produttori che ogni giorno provano con forza e passione a stare in piedi o di quelli che sono costretti a chiudere perché non riescono ad andare avanti , che purtroppo quasi sempre rimangono inascoltati.
Visto che lei è grande consumatrice, la invito a visitare la nostra azienda, così oltre che constatare di persona ciò che facciamo, potrà degustare i nostri “prelibati” pomodori che non sono soltanto della tipologia che lei ha citato ( per la quale ci sarebbe da scrivere un’altra storia) ma sono anche Fragolino, Cupido, Minuetto, Coreboi ecc…., prodotti che hanno saputo conquistare i mercati di tutta Europa oltre che per la bontà e la sanità, anche per la bellezza del territorio nei quali sono coltivati.
Distinti Saluti.

Gianni Picci
Coordinatore
della Società Cooperativa Santa Margherita Terra e Sole
gb.picci@saporedisole.it
www.smargherita.it