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Presentazione della lista

Sabato 13 maggio alle ore 10:30, presso i locali di "Sapori di Sardegna" (Cagliari, Viale Colombo n. 3), si terrà la presentazione della lista PSd'Az per il rinnovo del Consiglio Comunale e delle sei circoscrizioni cittadine di Cagliari. 

Oltre ai 40 candidati al Consiglio comunale ed ai 90 candidati alle Circoscrizioni, saranno presenti anche l'Avv. Giuseppe Andreozzi (noto Beppe), candidato presidente per l'Unione di Centro Sinistra e Sardista per la 4a circoscrizione (CEP, S. Benedetto, Genneruxi) proposto dal PSd'Az, ed il candidato a sindaco di Cagliari per l'Unione di Centro Sinistra e Sardista, On.le Gian Mario Selis.

Tutti gli iscritti, gli amici,  i simpatizzanti e i curiosi sono invitati a partecipare e a mobilitarsi per la buona riuscita dell'iniziativa.

Il Perchè del mio Ruolo di Portavoce dei Tuareg del Mali

Il rapporto di solidarietà con i Tuareg, nasce oltre che dalle mie frequentazioni con il deserto, dai miei “debiti personali” con l’Africa, “debiti di gratitudine” per la sua generosità nei miei confronti.

L’Africa mi ha permesso di divertirmi e di misurarmi ai gradi estremi come pilota nei classici grandi rally africani. In altre occasioni, mi ha consentito di incontrare e studiare culture di popoli diversi, di rivisitare dietro la grande povertà, la ricchezza e il fascino degli antichi Imperi Neri.
 
Mi ha riservato spettacoli di straordinaria bellezza, e con essi l’orribile faccia della fame, della sete, della “morte per niente”, della violazione dei diritti dell’uomo.

Come cittadina del Nord del Mondo, sostengo che siamo in debito con l’Africa perché dal suo impoverimento e dalla sua sofferenza è nata la nostra ricchezza e il nostro benessere.

Le sono grata perché questo patrimonio di conoscenze, ha rafforzato una scala di valori morali da cui la mia vita quotidiana e di relazione non può prescindere.

E’ in Africa che ho scoperto dietro gli occhi innocenti dei bambini, sguardi inquisitori che chiedono “perché?”. Forse perché dovrebbe nascere un nuovo dio per riorganizzare il mondo e punire l’”ingordigia”.

Loro non conoscono l’invidia, né l’odio. Loro sono puri, vorrebbero semplicemente mangiare un po’ di più e morire un po’ di meno. Vorrebbero il diritto alla dignità.

Nel deserto mi hanno sempre colpito le mani e i piedi “vecchi” dei bambini, rugosi e disidratati, in simbiosi con l’ambiente. Sembrano “bambini di sabbia”, ed è di loro che attualmente e con umiltà mi occupo, contando sulla solidarietà di associazioni, amici e istituzioni.

Dal sito di Alberto Melis alcune utili pagine per sostenere la mia associazione Azalai nel tentativo di costruire una scuola per 400 bambini Tuareg.

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Come sconfiggere fame e indifferenza

Quando la presidentessa dell’Inner Wheel di Cagliari, Giuliana Loviselli, le ha consegnato la targa-premio, per poco non piangeva dall’emozione, svelando così l’intima fragilità di una donna che ha sempre mostrato grande coraggio. Ma tant’è: a Claudia Zuncheddu, medico specializzato in malattie tropicali e appassionata di rally, il premio Eleonora d’Arborea ha davvero sciolto il cuore. «Riesce a coniugare le sue passioni rendendole interdipendenti l’una dall’altra e a farne degli strumenti al servizio dell’umanità. Con lei il nome della Sardegna è volato in alto»: con questa motivazione l’Inner Wheel ha deciso di assegnarle il premio Eleonora d’Arborea, giunto alla decima edizione. Legata sin da giovanissima al continente Africano Claudia Zuncheddu, chiamata anche “la donna del Sahara”, subito dopo la laurea e la specializzazione in malattie tropicali ha condotto uno studio sulla diffusione dell’Aids e organizzato una spedizione antropologica sulle popolazioni dei massicci sahariani, dedicando ai popoli sofferenti tutta la sua vita.
«Non soffre il “mal d’Africa” ma i mali dell’Africa - ha detto durante la premiazione Luisanna Cossu Giua, componente della giuria - Le guerre per la fame, per la sete, per il petrolio, per le medicine che quelle popolazioni stremate non possono avere perché le grandi multinazionali hanno imposto prezzi proibitivi».
 Ma Claudia Zuncheddu non si dà per vinta: il suo obiettivo ora è quello di realizzare un pozzo che permetta di dissetare le zone in cui vivono le popolazioni Tuareg. E con i proventi di alcune mostre da lei allestite, spera di compiere anche questo miracolo. (s. z.)
La Nuova Sardegna - 14 maggio 2004

Il premio Eleonora d'Arborea consegnato al medico-pilota di rally

È stato consegnato ieri, al medico specialista in malattie tropicali e pilota di rally nei deserti Claudia Zuncheddu, il premio “Eleonora d’Arborea”. Il riconoscimento, giunto alla decima edizione, è assegnato ogni anno a una donna sarda o operante in Sardegna, che abbia valorizzato l’Isola distinguendosi in una qualsiasi attività sociale, culturale, scientifica o produttiva. La cerimonia di premiazione si è svolta ieri mattina nell’aula magna del dipartimento di Architettura, in via Corte d’Appello. Il premio “Eleonora d’Arborea” è un’iniziativa dell’International inner wheel cittadino ed è stato istituito vent’anni fa dall’allora presidente, Micaela Mulas, con le adesioni delle past presidenti. L’associazione senza fine di lucro è presente in città dal 1977, ha rappresentanze in 94 Paesi del mondo e conta 105 mila socie. Claudia Zuncheddu è soprannominata “la donna del Sahara”, perché nessun luogo le è familiare come il deserto. È l’unica donna pilota di rally-marathon. Nell’83 ha iniziato l’attività agonistica con le gare nazionali, ma dall’87 al ’98 ha collezionato tre Parigi-Dakar, tre Ralle dei Faraoni, una Parigi-Pechino, un Rally della Tunisia e una Parigi-Città del Capo. A legarla all’Africa sono anche i suoi studi. La laurea in Medicina e la specializzazione in malattie tropicali l’hanno portata ad approfondire gli studi antropologici e ad organizzare spedizioni scientifiche di grande interesse. Per incarico dell’Università di Milano ha intrapreso uno studio sulla diffusione e prevenzione dell’Aids, che l’ha impegnata nello Zaire per quattro mesi. Per alcuni gruppi editoriali francesi, ha condotto una spedizione antropologica sulle popolazioni dei massicci sahariani.
L'Unione Sarda - 14 maggio 2004

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