ClaudiaZuncheddu.net

Sancita la Repubblica Indipendente di Catalogna

dich. indip

Alle ore 15,28 si sancisce la nascita della Repubblica di Catalogna

Apprendiamo con entusiasmo che la Catalogna in modo pacifico e democratico ha concluso il suo percorso di indipendenza nazionale dalla Spagna. Il Parlamento di Barcellona ha dichiarato solennemente ed in modo pacifico l’Indipendenza, sancendo la nascita della Repubblica di Catalogna.

Siamo molto preoccupati per le reazioni repressive minacciate dal governo di Rajoy, coinvolto in queste ultime ore in scandali di corruzione, e dai monarchici di Spagna appoggiati trasversalmente da Stati Membri dell’UE e dalle lobby economico-finanziarie che dominano in Europa.

Ancora una volta invitiamo tutti i sardi e le nostre rappresentanze politiche istituzionali e no ad appoggiare e a riconoscere la Catalogna come Stato indipendente e sovrano di diritto democratico e sociale, e a stringersi attorno al presidente Puigdemont, al vicepresidente Oriol Junqueras e al governo di Barcellona su cui gravano le pesanti minacce del governo di Madrid con l’attivazione dell’articolo 155 della costituzione spagnola.

La nostra solidarietà ed il nostro appoggio alla neoproclamata Repubblica Indipendente di Catalogna.

SardignaLibera

 

 Sardegna Oggi: Catalogna indipendente. Prime reazioni da Sardigna Libera: "Entusiasmo per il voto ma temiamo azioni repressive"

Unione Sarda 29-10-2017

 catalognaunione20

Sardiniapost: Catalogna, amministratori sardi riconoscono “l’indipendenza”

la nuova sardegna: Catalogna, 116 indipendentisti sardi riconoscono la Repubblica

 

 

Ai compagni di lotta della Rete Sarda Difesa Sanità Pubblica

vinti

Carissimi

Nella Massima Assemblea dei sardi, 30 consiglieri della maggioranza di centro sinistra e sovranisti, hanno appena votato una delle leggi più antipopolari e di privazione di diritti per le nostre collettività: il Piano di riordino della rete ospedaliera sarda. Un Piano studiato ad hoc dal savoiardo Moirano e veicolato dalla classe politica locale sempre più subalterna.

Sapevamo che ciò sarebbe avvenuto nonostante le nostre lotte senza tregua. Sapevamo che non avrebbe vinto la giustizia sociale. Sapevamo che la classe politica sarda ha da tempo abdicato a governare, limitandosi ad amministrare la propria dipendenza da interessi a noi estranei. Sapevamo che avrebbe tradito ancora una volta le aspettative dei sardi.

Oggi siamo arrivati a fine tappa ma non al traguardo per cui la lotta continua. Sarà nostro impegno prioritario vigilare su ogni minima mossa all’interno dei posti di potere. Questo è un esercizio di partecipazione e di controllo democratico su chi per troppo tempo, in modo indisturbato, ha vessato il nostro popolo.

Se non lo facciamo noi, Nessuno lo farà per noi.

La nostra esperienza è stata straordinaria nel saper fare opposizione dai territori. Abbiamo difeso i diritti e gli interessi dei sardi, abbiamo sperimentato dall’esterno il controllo popolare e democratico del Potere. Abbiamo tentato di partecipare dal basso ai processi decisionali. Peccato che i “padroni del vapore” non ci abbiano voluto ascoltare, rinunciando ad acquisire conoscenza sui bisogni reali dei territori per poter gestire in modo virtuoso il bilancio della Sanità senza tagliare i diritti, per garantire livelli sempre più alti dell’assistenza al cittadino, per razionalizzare al meglio gli ospedali dei territori disagiati ed i grandi ospedali delle città in corso di smantellamento, per tutelare il personale medico e paramedico ridotto all’osso e con le professionalità umiliate.

Abbiamo fatto di tutto per tutelare il diritto di ogni sardo alla salute.

Abbiamo disturbato il Potere pasticcione e neoliberista. Abbiamo risposto “en passant” a provocazioni volgari.

Abbiamo preso atto che la conoscenza, la lucidità ed il rigore morale che devono ispirare le scelte della classe politica sarda, sono un “optional” o addirittura valori incompatibili con l’obbedienza giurata in modo più o meno diretto “à les affaires” tra Roma e dintorni.

Questa prima tappa del percorso è stata un’esperienza individuale e collettiva molto faticosa ma di straordinaria bellezza. Per questo e per la vostra fiducia nell’affidarmi, sino ad oggi, il ruolo di portavoce della gloriosa Rete Sarda Difesa Sanità Pubblica, Grazie.

La Rete Sarda Difesa Sanità Pubblica annuncia la prosecuzione delle lotte

passata

 

 

Oggi in Consiglio Regionale si è consumato il grande misfatto in materia sanitaria. Con il voto, il Piano di riordino della rete ospedaliera sarda istituzionalizza i pesanti tagli da tempo in corso in tutti gli ospedali della Sardegna.

Con quest’atto la maggioranza di centro sinistra, con il sostegno dei sovranisti del PdS, che hanno barattato il voto a favore della pessima riforma sanitaria con la “futura” Agenzia sarda delle Entrate, firma una triste pagina della storia della nostra Autonomia.

L’Agenzia sarda delle Entrate, una rivendicazione giusta che sosteniamo e che tarda a concretizzarsi, ma che tuttavia non poteva essere oggetto di scambio con il SI unanime del gruppo del PdS alla riforma del savoiardo Moirano. La riforma che condanna numerose collettività sarde all’ulteriore impoverimento con la perdita dei propri ospedali.

La riforma prevede grandi decurtazioni di servizi indispensabili nei territori disagiati, la perdita di posti letto nelle strutture pubbliche e l’incremento in quelle private, le modifiche di destinazione d’uso di immobili di pregio da sanitari ad extra-sanitari, da destinare al mercato immobiliare ed il riconoscimento di presidi di eccellenza al Brotzu di Cagliari, al Santissima Annunziata di Sassari e al San Francesco di Nuoro.

Mentre grandi ospedali di Cagliari crollano, l’Ospedale Brotzu, divenuto un contenitore irrazionale di servizi provenienti da altri ospedali, tra cui il Binaghi, il Microcitemico, l’Oncologico e non solo, con il personale sanitario sempre più carente è ormai all’asfissia e impossibilitato a dare risposte sanitarie eque ai cittadini.

La Rete Sarda Difesa Sanità Pubblica, ben sapeva che il voto in Aula del Piano del Riordino della rete ospedaliera non avrebbe di certo posto fine alla mobilitazione nei territori per difendere il diritto dei sardi ad un’assistenza sanitaria equa e gratuita, annuncia la prosecuzione delle lotte.

Claudia Zuncheddu – portavoce Rete Sarda Difesa Sanità Pubblica

Sardegna Reporter: La Rete Sarda Difesa Sanità Pubblica annuncia la prosecuzione delle lotte

rsi-network: Rete ospedaliera, Rete sarda e sindacati sul piede di guerra

 La Rete sarda in difesa della sanità pubblica annuncia che proseguirà la battaglia contro il riordino della rete ospedaliera varata oggi dal Consiglio regionale ,,,,,“In Consiglio regionale – torna ad attaccare Claudia Zuncheddu, portavoce della Rete – si è consumato il grande misfatto in materia sanitaria. Con il voto il piano di riordino della rete ospedaliera sarda istituzionalizza di fatto i pesanti tagli da tempo in corso in tutti gli ospedali dell’Isola. Con quest’atto la maggioranza di centro sinistra, con il sostegno dei sovranisti del PdS che hanno barattato il voto apertamente e senza scrupoli a favore della riforma sanitaria con la futura Agenzia sarda delle Entrate, firma una triste pagina della storia della nostra Autonomia”.

CagliariPad: Nuova rete ospedaliera approvata in Consiglio regionale. “Rete sarda difesa sanità pubblica proseguirà lotta”

geosnews: Rete ospedaliera, Rete sarda e sindacati sul piede di guerra

Sardinia Post: Rete ospedaliera, Rete sarda e sindacati sul piede di guerra

 

 

La Sardegna nella mediazione dei conflitti tra Catalogna e governo di Madrid

 

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L’inasprimento dello scontro tra il governo di Madrid ed il Governo della Catalogna, all’indomani della vittoria del referendum con cui due milioni di catalani si sono espressi a favore dell’indipendenza, richiama l’attenzione della Regione Autonoma della Sardegna, che già si è espressa favorevolmente con un pronunciamento del Consiglio a favore del diritto dei catalani all’indipendenza.

L’indisponibilità del governo di Madrid a mediare i conflitti con il governo della Catalogna non depone per una risoluzione pacifica.

Di fronte al diniego di Rajoy alla richiesta di dialogo e alla sua determinazione nell’applicare, pare in data 26 ottobre, le misure previste dall’Art 155 della costituzione spagnola, che prevede il commissariamento della Comunità autonoma catalana, che passerà sotto il totale controllo di Madrid, Puigdemont dichiarerà l’indipendenza della Catalogna.

Madrid non esclude l’uso della forza militare.

A poco sono serviti gli appelli della Catalogna all’UE. Oggi in Europa, come negli anni 20, soffiano venti pericolosi di destra e xenofobi. Le sue politiche economiche e sociali generano disoccupazione, discriminazione e razzismo, con il dominio incontrastato dei poteri finanziari che condizionano gli stessi governi dei paesi membri.

Di fronte all’aggravarsi degli eventi e al rischio di una svolta violenta e antidemocratica, alle forze identitarie sarde spetta il compito di manifestare, di informare e di fare un pressing sulle nostre istituzioni a partire dalla Regione Autonoma affinché il Presidente della Giunta, il Presidente del Consiglio, i 58 consiglieri su 60 che hanno votato a favore dell’istanza catalana, sui sardi presenti nel parlamento italiano e sui tre europarlamentari, affinché promuovano a tutti i livelli istituzionali processi di pace, di rispetto della libertà e delle scelte democratiche fatte dal popolo catalano per la propria indipendenza.

SardignaLibera

 

CagliariPad: Movimento Sardigna Libera: “La Sardegna nella mediazione dei conflitti tra la Catalogna ed il governo spagnolo” L’inasprimento dello scontro tra il governo di Madrid ed il Governo della Catalogna, richiama l’attenzione della Regione Autonoma della Sardegna

Sardegna Reporter: La mediazione della Sardegna tra la catalogna e il governo centrale

SardaNews: Catalogna: odg Consiglio contro violenze"SARDEGNA SI CANDIDI A MEDIARE" - Gli indipendentisti di Sardigna Libera, "di fronte all'aggravarsi degli eventi e al rischio di una svolta violenta e antidemocratica in Catalogna", sollecitano tutte le istituzioni dell'Isola, i parlamentari e gli eurodeputati a promuovere "in tutti i livelli istituzionali processi di pace, di rispetto della libertà e delle scelte democratiche fatte dal popolo catalano per la propria indipendenza".

Ansa: Catalogna: odg Consiglio contro violenze

 

 

 

 

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