ClaudiaZuncheddu.net

Adiosu Doddore

...andato via in un silenzio insolito che scuoterà molte coscienze

L'assessore Arru come il Marchese del Grillo "io sono io e voi non siete un c..."

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Cosi è apparso con il suo comunicato stampa l’Assessore alla Sanità ieri, alla vigilia dello sciopero generale sulla Sanità. Parla senza contradditorio. La voce della “Rete Sarda Difesa Sanità Pubblica” scompare. Intanto nelle sue dichiarazioni, in previsione non solo della manifestazione ma anche della decisione del Consiglio Regionale sul temuto Ridimensionamento della rete ospedaliera sarda, usa toni persuasivi per decantare la bontà di quello stravolgimento… tutto sarebbe per il bene dei sardi… secondo lui… bontà sua.

L’Assessore Arru già in altre occasioni è arrivato a pubblicare la sua risposta alle osservazioni della Rete dei nostri comitati, senza che queste venissero pubblicate.

E’ la forza del potere o dei poteri.

L’informazione unilaterale, palesemente gradita all’assessore, può essere utile a qualcuno ma è pericolosa per altri ed in primis per la libertà di stampa, per la libera circolazione delle idee, per il pluralismo dell’informazione, per la libertà e l’indipendenza di ogni singolo giornalista, per la difesa della quale, in tanti ci siamo sempre battuti e continueremo a farlo.

Arru può garantirsi tutta la visibilità che desidera, senza alcun contradditorio, ma sicuramente si arriverà ad una resa politica dei conti. Oggi “Lui è lui e noi non siamo un c…” solo perché siamo semplici sardi con pochi strumenti.

Noi non possiamo competere con il Potere, ma sappia che non siamo disposti a subirlo.

Questa sarà per noi una ragione in più per far sentire ancora più forte la nostra voce e le ragioni dei sardi. Il Marchese del Grillo nella straordinaria interpretazione di Alberto Sordi con la regia di Monicelli, continua a farci ridere, l’assessore non solo ci rattrista ma ci preoccupa.

Sardigna Libera - Claudia Zuncheddu

E’ morto Doddore Meloni

 doddore

 

Quello che nessuno avrebbe voluto è successo. Doddore Meloni è morto portando avanti sino alle estreme conseguenze il suo sciopero della fame e della sete per protesta contro lo Stato italiano per una detenzione crudele, iniqua e ancor più punitiva in quanto sardo, ribelle e indipendentista.

Così Sardigna Libera scriveva nel comunicato stampa di maggio e di giugno dopo l’arresto di Meloni:

Doddore Meloni deve tornare a casa

Doddore Meloni, nonostante anziano e malato, resta in carcere.

Il carcere per come è strutturato non dovrebbe essere luogo dove espiare pene, dove intraprendere un cammino di rieducazione e di preparazione al reinserimento nella società per nessuno, ma ancor meno per gli anziani, per i quali il tempo su cui possono ancora contare acquista un valore particolare.

Eppure c’era una volta una Legge che contemplava gli arresti domiciliari come alternativa al carcere per gli ultrasettantenni, al di là delle condizioni di salute.

Era la Legge 251 del 5 dicembre 2005, la Salva Previti. Una legge sempre in vigore ma formulata su misura per un potente uomo politico, un uomo di Stato. Una Legge ad personam che per sua natura non poteva essere applicata sui poveri coetanei “sporchi, brutti e cattivi” del super politico Previti. Sono le bizzarrie di uno Stato poco credibile.

Doddore Meloni, poco importa quali siano i reati per i quali è stato condannato, di certo non è un pericolo per la società. Ciò che dovrebbe essere la priorità per uno Stato democratico, è la tutela dei diritti del cittadino che ha perso momentaneamente la libertà, ancor più se ammalato e anziano.

In una società civile ciò che deve prevalere è la tutela dei diritti dell’uomo, non solo quando si tratta di colletti bianchi, ma ancor più quando si tratta di colletti blu.

La legge italiana che sino ad oggi ha discriminato i coetanei di Previti, sarebbe giusto applicarla anche in Sardegna, a meno che il Sistema Giudiziario italiano, non abbia preso atto che la Sardegna non è Italia.

Sardigna Libera - Claudia Zuncheddu

Sardegna Oggi: "Doddore Meloni lasciato morire in carcere"

Casteddu online: La legge Salva-Previti che non ha invece salvato Doddore Meloni

Geos News: La legge Salva-Previti che non ha invece salvato Doddore Meloni

Unione sarda 6-7-17

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Appello alla mobilitazione dei sardi per il 06 luglio ore 9:30 Piazza del Carmine a Cagliari

 

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La Rete Sarda Difesa Sanità Pubblicadi fronte alle imminenti e preoccupanti decisioni del Consiglio Regionale in materia di Riordino della rete ospedaliera sarda, in occasione della manifestazione del 6 luglio, organizzata da sindacati italiani, ritiene indispensabile che uno spazio di lotta autonomo e indipendente, venga occupato dai nostri comitati, dal Sindacato sardo, dal mondo indipendentista, identitario, sardista e da quell’ampia realtà di ribellione nei confronti dei partiti al governo della Sardegna, responsabili del disastro nella Sanità pubblica.

Le scelte politiche in corso in Consiglio Regionale prevedono che i nostri ospedali vengano svuotati delle loro funzioni e dei servizi, per favorire la privatizzazione come unica soluzione.

La privatizzazione attraverso le lobby delle Assicurazioni annienterà la solidarietà dell’universalismo della Riforma Sanitaria Pubblica (Legge 388 del 1978) tra le più grandi conquiste di diritti e di civiltà del 900.

L’assistenza non sarà più uguale per tutti.

Il diritto alla Salute sarà un privilegio di censo e di possibilità economica.

Al Bilancio Sanitario Pubblico, con l’alibi di non farcela, va affiancandosi un Bilancio Privato rappresentato e gestito dalle Assicurazioni.

I pacchetti assicurativi sanitari, che già iniziano a proporre i colossi delle Assicurazioni, a partire dalla Emilia Romagna con la UniSalute, organizzato ad hoc dal colosso Unipol, sono la “modernizzazione” che negli USA ha creato grandi disuguaglianze e il non accesso al diritto alla salute per tutti.

La ministra della Salute Lorenzin dopo le sue recenti interlocuzioni con i referenti statunitensi, in previsione del semestre europeo a guida italiana, ha annunciato riforme in materia sanitaria che seguiranno il famigerato modello americano. Parla di crescita di Pil e di investimenti come se la salute fosse merce da introdurre nei mercati finanziari.

Noi sardi non ce la faremo.

Noi non possiamo perdere questa battaglia prioritaria per la nostra sopravvivenza.

OCCUPIAMO TUTTI GLI SPAZI DI LOTTA POSSIBILI

Per far sentire con forza la nostra voce anche

CONTRO il disagio dei lavoratori della Sanità

CONTRO il blocco dei contratti

CONTRO il blocco del turn over che vede la forte riduzione numerica e lo svilimento della professionalità e competenza del personale sanitario medico e paramedico nella Sanità pubblica

CONTRO l’ingresso del precariato più controllabile e più ricattabile dalle lobby della Sanità e dai loro sponsor politici.

Rete Sarda Difesa Sanità Pubblica

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