ClaudiaZuncheddu.net

Un coordinamento sardo per vincere

 

orgosolo-1-665x438

Articolo di Claudia Zuncheddu pubblicato su "il Manifesto Sardo il 1-04-2017

 

 

Al Convegno di Siniscola del 25 marzo. La presentazione del libro Idea di Sardegna di Carlo Pala, è stata l’occasione per un confronto costruttivo tra i vari esponenti del mondo indipendentista sulla situazione sarda.

La crisi dei partiti in Italia e delle loro dependances in Sardegna impone ai sardi un’accelerazione di tutti quei processi di confronto e di azione politica nei territori che devono condurre all’unità delle nostre forze. La Sardegna è sempre più Terra coloniale di saccheggio e di conquista. Le scelte economiche sbagliate gestite anche dalla classe politica sarda, continuano a lasciare nei territori povertà e macerie. La distruzione della scuola e della sanità pubblica, dell’ambiente, del territorio con il suo sistema economico e sociale, la conseguente desertificazione dei territori e lo spopolamento, anche per la fuga dei nostri giovani e di antiche professionalità ed intelligenze, ci impongono una grande responsabilità: aprire un processo di unità delle forze per porre fine allo scempio.

La Politica non dà risposte alla profonda crisi economica e sociale in corso, mentre i media esibiscono lo spettacolo indegno dei giochi di potere della nostra classe politica: la guerra per bande tra partiti e tra le loro fazioni interne. Sui bisogni e le emergenze sarde prevale la politica affaristica, giochi di spartizione del potere, tra clientelismo ed ogni sorta di speculazione sulle nostre risorse. Questa è la classe politica degli inceneritori, del ritorno al carbone, della produzione di bombe, della svendita della nostra Terra, del profitto per pochi e della fame per le nostre collettività.

La guerra per gli affari genera fratture nei partiti, fratture che trovano soluzione con il riciclo dei “soliti noti” all’interno di nuove sigle politiche italiane imposte in Sardegna. E’ da combattere ogni forma di colonizzazione politica vecchia e nuova, siano essi partiti che movimenti opportunistici, telecomandati a distanza, privi di democrazia e di capacità decisionale in loco.

La crisi del potere porta alla repressione. I recenti fatti di Sassari, con l’interrogazione parlamentare di tre senatori, di cui uno sardo, con cui si sollecitano provvedimenti contro il Preside ed il Consiglio dei docenti di un liceo, colpevoli di aver portato al centro del dibattito il tema sull’occupazione militare in Sardegna, è il segno della crisi di un sistema politico che non si arrende al proprio fallimento ed invoca ancora una volta l’arma della repressione. In malafede, i senatori parlano di “separatismo”, un fenomeno inesistente in Sardegna e che in altri tempi è stato funzionale al montaggio di complotti di cui molti sardi hanno pagato alti prezzi. A noi non è concesso di sollevare la testa, ancor meno quando le politiche italiane vacillano in odore di elezioni e di rischio di perdita di potere.

In Sardegna ci sono grandi fermenti di cui l’indipendentismo organizzato ne è una parte. Comitati territoriali dei settori più diversi, il mondo culturale, delle professioni, numerosi reduci di partiti italiani, associazioni di sardi che interagiscono dall’estero, sindacati sardi, associazioni scientifiche etc., sostengono che bisogna porre fine alle politiche coloniali di devastazione e di privazione dei nostri diritti. Questo è possibile con un progetto alternativo che nasca dal coordinamento di tutte le intelligenze locali. Il mondo indipendentista ha in corso un dialogo pacifico e costruttivo, conscio della responsabilità di non essere stato in grado, sino ad oggi, di unirsi e di proporre il progetto di governo alternativo per i sardi. Così come il Psd’Az deve scegliere, una volta per tutte, con chi stare.

Un progetto politico moderno e d’avanguardia in Sardegna è possibile se sapremo mettere insieme tutte le nostre diversità, che sono una ricchezza.

Il Sovranismo nasce in Sardegna come tomba dell’indipendentismo. Un’ambiguità politica sperimentata nel XV legislatura, per contrapporsi all’Indipendentismo e potenziare fedelmente le politiche degli alleati italiani. In questi ultimi tempi i sovranisti si sono distinti tra chi ha acquisito maggiore potere nel governo della RAS, che gli consente grandi manovre, comprese quelle tese a garantire la crescita delle proprie fila e chi invece, più debole e meno competitivo, dopo aver dato tanto agli alleati italiani non gli resta che cercare in tutte le direzioni scialuppe di salvataggio. Le elezioni si avvicinano e bisogna tener conto anche di questi fenomeni. Dai dati sull’attività istituzionale, tra Giunta e Consiglio, emerge che i sovranisti sono stati tra gli artefici delle politiche più devastanti della storia della RAS. E’ con essi che si svendono le terre migliori dell’Isola, vedi SBS di Arborea a Bonifiche Ferraresi, mentre si acquisiscono inceneritori. Tossilo parla chiaro.

E’ finita l’era delle alleanze innaturali. Tutto è stato già sperimentato. Di fronte all’emergenza sociale ed economica, all’inasprirsi dei rapporti tra la RAS e i governi d’Italia, ai diktat della Finanza internazionale attraverso i governi, alla crisi del sistema dei partiti con le avvisaglie di repressioni, i sardi devono organizzarsi autonomamente per creare l’alternativa di governo al dominio delle politiche del centro destra e del centro sinistra. Un bipolarismo che ha trovato la sua sintesi nel Pensiero unico, in armonia con il sistema oligarchico italiano.

Nello scenario di ribellione a questo sistema, il mondo indipendentista e identitario è solo una delle componenti. Da qui la necessità di promuovere un vasto coordinamento nazionale sardo che accolga tutte le diversità politiche organizzate e no, individualità e tutte le espressioni di ribellione presenti nei nostri territori.

In Sardegna sono in corso numerosi momenti di dibattito e di confronto, Mesa Natzionale con cinque formazioni indipendentiste è uno di questi. Nel percorso delle lotte per i diritti dei sardi, oggi, indipendentisti e no marciano insieme.

La questione della Legge elettoraleLa società sarda a tutt’oggi non è stata dotata di uno strumento democratico che le garantisca il diritto di rappresentanza nelle sedi istituzionali. Una Legge elettorale equa e che non discrimini i sardi è indispensabile. Chi governa, non ha onorato la promessa fatta in campagna elettorale, secondo cui, questa sarebbe dovuta essere la priorità. E’ consuetudine che di questo strumento negato, se ne parli a fine legislatura per ingannare ancora una volta i sardi. Il Comitato d’Iniziativa Costituzionale e Statutaria, ha in corso la stesura di una proposta di Legge elettorale sarda che merita l’attenzione di tutti.

Il voto è l’unica arma che abbiamo per mandare a casa i partiti politici italiani. Urge un progetto politico di riscossa che abbia anche una sua espressione elettorale a tutti i livelli. Se sapremo coordinarci ed unirci sulla base di ciò che condividiamo, vinceremo la nostra battaglia.

LA TERRA AI CONTADINI

17554242 1233354900119312 904053540741295854 n

 

LA TERRA AI CONTADINI. In tanti a Gonnosfanadiga per difendere la nostra Terra.

SI alla tutela delle nostre economie tradizionali contro la centrale termosolare da Gonnosfanadiga al confine con Guspini.

SI al sostegno degli interessi degli agricoltori contro la devastazione delle nostre terre e delle nostre economie agricole organizzate e no, per garantire il profitto alle lobby degli affari.

SI alla mobilitazione dei sardi per scongiurare danni ambientali e consumo del suolo.

Il NO dei nostri agricoltori alla svendita delle proprie terre e alle minacce di esproprio per l’interesse prevalente dello Stato. Per noi sardi non c’è “Sblocca Italia” che tenga. La Sardegna è stata già espoliata delle sue risorse.

FERMIAMO le politiche criminali dei governi di centro destra e di centro sinistra, che per accordi trasversali hanno decretato il sacrificio delle nostre terre con aziende annesse, sull’altare di interessi estranei ai sardi.

PRETENDIAMO atti concreti, nelle sedi istituzionali, per la tutela delle nostre aziende.

STOP alla schizofrenia dei Politici che per garantirsi la fedeltà dell’elettorato simulano solidarietà nei territori mentre nelle sedi decisionali, tutti appassionatamente, svendono vaste fasce del territorio sardo. La recente svendita di circa 1000 ettari di terre fertili SBS di Arborea a Bonifiche Ferraresi, per un “pugno di mangime”, è una delle peggiori operazioni di svendita voluta e portata a termine dal governo e dalla maggioranza di Pigliaru.

MOBILITAZIONE per fermare l’immensa centrale termosolare da Gonnosfanadiga a Guspini.

VIGILANZA sull’ambiguità della Politica della RAS che mentre simula di difendere le nostre aziende agricole e la Terra, poi non si opporrà alle logiche dello “SBLOCCA ITALIA”.

La Sardegna non può essere la piattaforma energetica delle multinazionali nel Mediterraneo né la piattaforma militare al servizio delle guerre. Noi sardi dobbiamo essere al servizio del nostro Popolo e della nostra Terra. Basta con le servitù e il mercato delle vacche in casa nostra. 

Claudia Zuncheddu – SardignaLibera 

17499523 1233358930118909 7390767559054640918 n 

 

17522578 1233358460118956 2653476185434560123 n

 

17553502 1233360350118767 218986359504398117 n

 

17554107 1233352543452881 1923895418617491566 n

 

17554403 1233355026785966 7423688489904228295 n

 

Ringrazio Roberta Pinna per la pubblicazione del  mio intervento

Il dibattito sui Poligoni in Sardegna non è gradito a Roma

1a quirra 002

 

Sardigna Libera denuncia la gravissima presa di posizione dei senatori di Forza Italia Bruno Alicata, Maurizio Gasparri ed in primis del sardo Emilio Floris, che con un’interrogazione urgente indirizzata alla ministra della Difesa Roberta Pinotti e della Pubblica istruzione Valeria Fedeli, chiedono  «se non ritengano inconcepibile che all'interno di istituti statali vengano diffusi messaggi contro le istituzioni, con tesi sostenute da comitati spontanei, separatisti o antimilitaristi, peraltro senza alcun contraddittorio»… “Se non ritengano opportuna la sospensione degli altri appuntamenti previsti e quali provvedimenti di propria competenza intendano adottare nei confronti degli organizzatori o di coloro che, comunque, hanno permesso questo tipo di manifestazione all'interno dell'istituto».

Il messaggio di intimidazione, è la risposta ad un evento intitolato “Sardigna terra de bombas e cannones”, promosso dal Collegio dei docenti di un liceo di Olbia, nel contesto del programma scolastico “Sa die de sa Sardigna”. L’evento moderato dal docente Cristiano Sabino, è espressione del dibattito democratico presente in tutta l’Isola sull’occupazione militare. Ha preso parte ai lavori anche il senatore Giampiero Scano membro della Commissione sull’Uranio Impoverito.

Non ci sorprendono le reazioni dei senatori italiani che hanno presentato l’interrogazione. Senatori che non da oggi vedono la nostra Isola solo come piattaforma militare nel Mediterraneo al servizio delle guerre.

E’ sconcertante che sul tema inerente le attività di guerra e di sperimentazione bellica in Sardegna, che ospita il 62% del totale delle servitù militari in Italia, sia un senatore sardo, già sindaco di Cagliari e che conosce benissimo i disagi che queste servitù creano alle nostre collettività.

Fra l’altro il senatore e la sua parte politica a Roma come a Cagliari, che sono complici della distruzione della scuola pubblica in Sardegna, arriva a chiedere che sia non solo proibito ma anche punito il confronto e il dibattito democratico all’interno delle scuole pubbliche sopravvissute alla mannaia dei tagli.

Ai senatori che hanno presentato l’interrogazione, va ricordato che in Sardegna non esiste  alcun movimento separatista; che nei sistemi democratici le politiche istituzionali possono essere criticate e cambiate; che quelli che chiamano “comitati spontanei” e in modo confuso ed improprio “separatisti” o “antimilitaristi”, sono quelli che vogliono che la Sardegna non sia più al centro delle strategie della guerra; sono quelli che si battono per la pace e auspichiamo che presto mandino  a casa tutti questi onorevoli.

Solidarietà al Dirigente Scolastico del Liceo scientifico Lorenzo Mossa di Olbia, al docente Cristiano Sabino, a tutto il Collegio dei docenti e agli studenti.

Claudia Zuncheddu – Sardigna Libera

Cagliari pad Dibattito sui poligoni in Sardegna NON E' gradito a Roma "Sardigna Libera denuncia la gravissima presa di posizione dei senatori di Forza Italia Bruno Alicata, Maurizio Gasparri ed in primis del sardo Emilio Floris"

A proposito di “Corruzione” ieri al Convegno con il Magistrato Piercamillo Davigo.

17264577 1642351986074584 806639476892421758 n

Una riflessione ed una domanda al Presidente della II Sezione Penale presso la Corte suprema di Cassazione.

“Per la corruzione, l’Italia è al primo posto in Europa e terza a livello mondiale. Secondo la Magistratura, dai dati accertati il 5,6% della spesa sanitaria pubblica va ad appannaggio della corruzione.

L' infiltrazione della criminalità organizzata all’interno delle istituzioni democratiche è veicolata dalla corruzione della classe politica. Quindi, i partiti politici in modo trasversale, tradendo il ruolo per il quale sono nati e cioè quello di garanti della democrazia, sono divenuti ‘soggetti criminali’ e ‘veicoli della corruzione’. Essi illegittimamente ‘occupano’ le istituzioni dello Stato in tutte le sue diramazioni (RAS compresa). Attraverso la lottizzazione e le nomine politiche (vedi in Sanità ad esempio, il Presidente della RAS nomina gli assessori, gli assessori nominano super manager, direttori generali etc etc.) la classe politica si garantisce la gestione ed il controllo sugli apparati pubblici.

Di fronte a questo scenario, quindi ad una sorta di ‘istituzionalizzazione della corruzione’, c’è da chiedersi se questo sistema così strutturato e radicato si può scardinare nella sua illegalità”.

A questa mia domanda, noi sardi la risposta l’abbiamo chiara. Per superare questo sistema va mandata a casa la classe politica che opera in Sardegna, quindi va scardinato quel sistema di partiti strutturati per rapinare le risorse pubbliche e per perpetuare il proprio sistema di potere. In Sardegna, noi abbiamo necessità che tutto il mondo indipendentista, tutte le forze politiche di dissenso che non siano succubi e conniventi del blocco dei partiti italiani, le forze di ribellione presenti nei nostri territori, i nostri intellettuali e imprenditori, si organizzino e si uniscano dietro un unico cartello. Solo così noi sardi potremo spazzare via questa classe politica ed intraprendere un processo di libertà ed autogoverno. Per noi sardi questa è l'unica direzione verso cui orientarci.
Claudia Zuncheddu

Press in Sardinia: Corruzione: una riflessione ed una domanda al Presidente della II Sezione Penale della Corte Suprema di Cassazione

Cagliari pad: Sul tema “Corruzione” ieri Convegno a Cagliari con il Magistrato Davigo

Sardegna news Corruzione: una riflessione ed una domanda al Presidente della II Sezione Penale della Corte Suprema di Cassazione

 

Newsletter

Ricevi le ultime news direttamente sulla tua casella di posta elettronica. Iscriviti alla newsletter:
Firma la petizione!
Firma la petizione!

Attività

loader

Ultimi Commenti

  • Angela Simula ha scritto Leggi tutto
    Gentilissimi vedo solo oggi... 8 days ago
  • antonietta ha scritto Leggi tutto
    condivido ogni parola.
    1 month ago
  • Remo Ronchitelli ha scritto Leggi tutto
    Vedi la storia della tenuta... 4 months ago
  • antonio ha scritto Leggi tutto
    Buongiorno è stata diagnos... 4 months ago
  • rosi ha scritto Leggi tutto
    Dell'incontro del President... 6 months ago

Archivio News

Dai il tuo contributo Azalai on-line (indicare il decimale con il punto)

Importo devoluto: