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IL NO della Rete Sarda- Sanità Pubblica alle politiche di Pigliaru e Moirano

rete sarda no moirano

A proposito delle dichiarazioni su L’Unione Sarda pag. 6.

“Moirano: I risparmi solo con la riorganizzazione degli ospedali”.

Il NO della Rete Sarda- Sanità Pubblica alle politiche di Pigliaru e Moirano

 La Rete Sarda Sanità Pubblica, ancora una volta denuncia la situazione drammatica della Sanità nei territori della Sardegna e le scelte del governo Pigliaru, sempre più orientate verso la privatizzazione del Sistema Sanitario pubblico a cui i sardi non possono fare a meno.

La classe politica sarda non può ignorare l’alta percentuale di cittadini che già rinunciano alle cure a causa dei costi insostenibili, non può ignorare la necessità che gli ospedali pubblici dei territori in tutta l’Isola siano salvati e potenziati e non tagliati in nome del contenimento della spesa e della razionalizzazione del servizio.

Per contenere la spesa pubblica non bisogna continuare a dissipare fondi pubblici garantendo mega stipendi a super manager, a direttori generali spesso di nomina politica, e ancor meno declassando e chiudendo gli ospedali pubblici dei territori dell’Isola per finanziare ospedali privati inutili ai sardi. Non è accettabile che la Politica dei piani alti si sovrapponga alle esigenze sanitarie dei territori. Non è accettabile che il sabaudo Moirano, seppur voluto e strapagato dal governo Pigliaru, come tecnico, imponga alla classe politica sarda, debole e connivente, di accelerare i tempi di approvazione del Piano di Riordino della Rete Ospedaliera Territoriale. Tutto ciò senza che sia stato realizzato un sistema territoriale di servizi tale da garantire le esigenze primarie delle nostre collettività.

Claudia Zuncheddu

Coordinatrice - Rete Sarda Sanità Pubblica

 

Cagliaripad: Sanità, Zuncheddu: "No alle politiche di Pigliaru e Moirano" "La classe politica sarda – sostiene Zuncheddu – non può ignorare l’alta percentuale di cittadini che già rinunciano alle cure a causa dei costi insostenibili"

lettera aperta all'on. Giorgia Meloni. Speculazione xenofoba e sul disagio sanitario dei sardi

museo oceano migranti 

 

Sulla sua dichiarazione: “Vergogna a Cagliari, prima i migranti in ospedale”. Porterebbe la sua "speculazione xenofoba in Parlamento". E' inaudito!

Rispetto al suo sdegno di fronte ad una circolare di ordinaria amministrazione di un ospedale cagliaritano, prevista in situazioni di emergenza e l’impegno del suo partito nel “chiedere in ogni sede istituzionale che si faccia chiarezza su questa ennesima vergogna….”, rispondo: che gaffe xenofoba onorevole!

“Bloccare i ricoveri programmati e dimettere i pazienti dimissibili”, sarebbe l’ordine di servizio della circolare della Direzione sanitaria dell’ospedale San Giovanni di Dio di Cagliari, che avrebbe “scioccato” l’on.le Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia. Un provvedimento normale in previsione di un nuovo sbarco di migranti a Cagliari, tra cui bambini e cadaveri di persone che non ce l’hanno fatta.

Di fronte a tanto orrore sì che mi sarei aspettata il suo shock. Ma quando l’abbruttimento della Politica inaridisce anche i sentimenti di pietà, si perde ogni speranza.

Un invito alla parlamentare romana le arriva proprio dalla Sardegna: eviti le speculazioni xenofobe sul disagio dei sardi.

Con la “circolare incriminata” la Direzione Sanitaria dell’ospedale cagliaritano, ha assolto ai suoi doveri rispettando i protocolli a cui deve attenersi in caso di grandi emergenze umanitarie o di catastrofi.

Mi stupisce che una parlamentare di esperienza, che ha governato l’Italia con maggioranze di centro destra ed ora opera all’opposizione di un sedicente governo di centro sinistra, sia così impreparata tanto da incorrere in simili gaffes.

La carenza dell’assistenza sanitaria per i sardi ha poco a che vedere con gli obblighi delle Direzioni Sanitare ospedaliere nelle emergenze.

Il problema reale della Sanità pubblica in Sardegna, è complesso e politico.

E’ politica la scelta di chiudere gli ospedali pubblici sardi e aprire inutili ospedali privati. Il Mater Olbia del Qatar, finanziato dalle casse sarde, è il fiore all’occhiello non solo del governo Pigliaru, ma anche del precedente governo Cappellacci di centro destra. Il Qatar, tra i principali sponsor del terrorismo internazionale, ha pesanti responsabilità sui fenomeni migratori.

Le politiche antipopolari del governo Pigliaru (centro sinistra e sovranista) prevedono con il Piano di riordino della rete ospedaliera sarda, la chiusura degli ospedali pubblici dei territori più disagiati dell’Isola a cui si associa la situazione drammatica dei tagli negli ospedali cagliaritani ormai al collasso e in dismissione.

L'assistenza sanitaria in Sardegna non è garantita a nessuno, né ai sardi, né ai migranti.

Per dovere di cronaca, la vergogna del governo Pigliaru è quella di aver portato avanti in modo fedele ed efficace il progetto di privatizzazione del Sistema Sanitario pubblico, voluto dal suo predecessore di centro destra Cappellacci con Berlusconi, e poi sollecitato dal Governo Renzi.

Su questo tema l’on.le Giorgia Meloni dovrebbe anche essere informata del silenzio colpevole dell'opposizione (sua parte politica) nel Consiglio della Regione Autonoma della Sardegna. Un silenzio che simboleggia il Pensiero Unico, regno di voci solo concordanti.

L'altro approfondimento in materia di migranti, on.le Meloni, dovrebbe orientarlo verso la politica internazionale portata avanti da personaggi a Lei ben noti come ad esempio Monti e Berlusconi, che hanno provveduto ad alimentare guerre e ad armare sino ai denti governi dittatoriali di Paesi dai quali interi popoli sono costretti a fuggire.

Dietro l'emergenza umanitaria oggi anche in Sardegna, con tutte le complicanze del fenomeno, ci sono le responsabilità dei governi degli Stati membri dell’Europa, in primis l’Italia, tesi a dare il proprio contributo per destabilizzare gli equilibri tra le nazioni, in nome di un nuovo ordine mondiale tanto caro a Obama.

All’on.le Meloni chiederei: "se ti incendiassero la casa, per te e per tuo figlio, rivendicheresti il diritto alla fuga?” Io sono certa di si, ma questo diritto dev’essere uguale per tutti.

Sull’assistenza sanitaria pubblica che da Roma volete tagliarci, ribadiamo che noi sardi non possiamo rinunciare ai nostri ospedali pubblici efficienti e al potenziamento dei servizi di emergenza, non solo per noi ma anche per chi arriva.

Per chi non cade nella trappola populistica, on.le Meloni, ciò che è scioccante è il polverone sollevato in modo strumentale su una circolare di ordinaria amministrazione.

Pensi a Fratelli d’Italia. I sardi se la caveranno meglio da soli.

Claudia Zuncheddu

Medico e Segretario di Sardigna Libera

(Movimento Indipendentista sardo) 

 

Il Minuto: Documento: Claudia Zuncheddu scrive a Giorgia Meloni

Mega Chip- Sardegna: la Sanità non è garantita a nessuno Lettera aperta all'Onorevole Giorgia Meloni, di Claudia Zuncheddu

 

Casteddu online: "Giorgia Meloni, eviti le speculazioni xenofobe sul disagio dei sardi" Dura replica di Claudia Zuncheddu di Sardigna Libera a Giorgia Meloni, che aveva attaccato la circolare degli ospedali cagliaritani sull'arrivo dei migranti: "Che gaffe xenofoba, onorevole!"

sardanews "Giorgia Meloni, eviti le speculazioni xenofobe sul disagio dei sardi"

admaioramedia.it: SANITA’, Claudia Zuncheddu a Giorgia Meloni: “Gaffe xenofoba”. Fratelli d’Italia: “Solita retorica su xenofobia e razzismo”

 

Unione sarda 19-11-2016 

Zuncheddu attacca Giorgia Meloni
Una gaffe xenofoba: così Claudia Zuncheddu definisce la dichiarazione della presidentessa di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni che aveva polemizzato sulla circolare sull'emergenza migranti. Bloccare i ricoveri programmati e dimettere i pazienti dimissibili, spiega Zuncheddu, «è un provvedimento normale in previsione di un nuovo sbarco di migranti a Cagliari, tra cui bambini e cadaveri di persone che non ce l'hanno fatta». «Mi stupisce», aggiunge Zuncheddu, «che una parlamentare di esperienza, che ha governato l'Italia con maggioranze di centro destra ed ora opera all'opposizione di un sedicente governo di centro sinistra, sia così impreparata tanto da incorrere in simili gaffes».
La presidentessa di Sardegna libera (che è anche medica) se la prende anche con Pigliaru. «La carenza dell'assistenza sanitaria ha poco a che vedere con le emergenze. Il problema reale è complesso e politico. È politica la scelta di chiudere gli ospedali pubblici e aprire inutili ospedali privati, come il Mater Olbia del Qatar». La chiusura è indirizzata ancora a Meloni. «Pensi a Fratelli d'Italia. I sardi se la caveranno meglio da soli».
us meloni



 

Il NO sardo. Una sentenza di condanna ampia, ma nessun dorma

 

no-sar-21

Articolo di Claudia Zuncheddu pubblicato su "il manifesto sardo del 18-12-2016

 

All’indomani del Referendum sulla Riforma costituzionale e la vittoria del NO, la Sardegna con il suo 72,2% è la prima tra le regioni d’Italia. Per la Sardegna che vanta il primato per la povertà, per lo spopolamento, per la dispersione scolastica, per l’occupazione militare dei territori, per l’inquinamento ambientale e per le malattie ad esso annesse, questo NO merita un’analisi politica attenta. I sardi hanno capito che le proprie specificità non possono essere riconosciute ad intermittenza, a seconda che siano favorevoli o no agli interessi dello Stato, compresa l’Autonomia.

Con la Clausola di supremazia speciale, della Riforma Renzi/Boschi/Verdini, sicuramente in nome di certe peculiarità sarde quali lo spopolamento, la desertificazione e la stabilità geologica dei territori, il Sito Unico delle scorie nucleari, da tutti rifiutato, avrebbe trovato qui la legittima sede. Altra conseguenza sarebbe stata l’ulteriore l’aggressione energetica e militare o la mercificazione del territorio nel nome del turismo, ovviamente nelle mani dei soliti noti. Le stesse terre sarde gravate da uso civico, sempre sotto la mira della speculazione, avrebbero rischiato facili sclassificazioni.

La resistenza delle collettività locali e dei numerosi comitati, a partire da Non Bruciamoci il Futuro di Macomer (nato contro l’inceneritore di Tossilo ed il suo ampliamento voluto dalla Giunta Pigliaru), a Zero Waste Sardegna, a movimenti indipendentisti, è la dimostrazione di quanto il NO dei sardi ad una Riforma che ci avrebbe tolto ogni possibilità decisionale in materia energetica e ambientale fosse preannunciato. Il braccio di ferro tra le cittadinanze sarde e la Giunta Pigliaru, che di fronte al Consiglio di Stato ha impugnato la sentenza con cui il Tar Sardegna bocciava l’inceneritore, anticipava il NO alla proposta renziana di cui Pigliaru si è fatto portavoce.

Tuttavia la vittoria del NO induce comunque noi sardi a non abbassare la guardia. Numerosi processi di una Politica perversa vanno avanti violando quanto la Costituzione italiana contempla ad esempio sul diritto dell’Uomo e del suo Habit alla Salute. La questione di Tossilo, ne è un triste esempio. Proprio all’indomani della vittoria del NO, infatti, il governo Pigliaru dà corso all’aggiornamento del Piano Regionale sulla gestione dei rifiuti urbani, stabilendo che l’ampliamento dell’inceneritore di Tossilo non debba essere sottoposto a Valutazione Ambientale Strategica (VAS). Un crimine benedetto dal Consiglio di Stato. La questione Tossilo e la gestione del Piano dei rifiuti, impongono ai sardi di non abbassare la guardia.

I sardi non potevano permettere che il proprio territorio con le sue attività tradizionali, venissero definitivamente sacrificati sull’altare degli interessi del governo Renzi e delle multinazionali. Il 72,2% del No in Sardegna, è tutt’altro che un voto populista o qualunquista ma è una ribellione popolare che non è di certo attribuibile esclusivamente al fenomeno Grillo.

Non si può disconoscere l’impegno capillare e costante nell’Isola da parte di una rete di Comitati per il NO, a cui hanno aderito movimenti politici e culturali di diversa ispirazione politica, intellettuali, costituzionalisti, artisti, la CSS (sindacato sardo). Il vasto arcipelago indipendentista a partire da Sardigna Libera, che già si espresse su Il Fatto Quotidiano nel 2013, contro la manipolazione della Carta costituzionale, ha optato per il NO, ad eccezione di Sardigna Natzione che si è espressa per l’astensione e Progress che non ha preso alcuna posizione.

Sull’onda degli umori dell’ultima ora, i sovranisti (Rossomori), facenti parte della maggioranza Pigliaru, dopo aver dichiarato che “la Riforma non avrebbe leso l’Autonomia sarda”, hanno votato per il NO, mentre l’ancora più ambiguo Sel ha intrapreso strade diverse, tra cui quelli del SO del senatore Uras e quelli del SI di Zedda, sindaco di Cagliari. La bocciatura della Riforma è stata anche una bocciatura delle politiche liberiste e antipopolari portate avanti in questi anni dalla Giunta sarda di centro sinistra e sovranista. Una barca che oggi, mentre si inabissa, nel fuggi fuggi, c’è chi dopo aver manovrato male, cerca scialuppe per mettersi in salvo.

Alcuni fatti in occasione del Referendum hanno rafforzato l’idea dei sardi alla ribellione democratica, attraverso il voto come, ad esempio, la privatizzazione del sistema sanitario pubblico. Dalla crisi degli ospedali nei territori disagiati e nelle città tra declassamenti, accorpamenti e chiusure, alla creazione della Asl Unica, il nuovo centro di potere del Pd già trasferito a Sassari, alla nomina del super manager piemontese Moirano, anche lui fautore del SI alla Riforma. Il suo compito è quello di dare il colpo di grazia alla rete ospedaliera sarda. Su cosa leghi la Sardegna al Piemonte, la risposta è chiara: ieri la disavventura storica con i Savoia ed oggi il governo del Pd in Piemonte come in Sardegna.

Nel ricco calendario degli eventi pre-voto Riforma, non è sfuggita a noi sardi la misteriosa e maestosa visita in Sardegna del Presidente cinese, l’uomo più potente della Terra con il suo miliardo e 380 milioni di cittadini e il suo tête-à-tête con Renzi. Non ci è sfuggita l’accoglienza calorosa del Presidente Pigliaru, che dopo aver imbandito la tavola per la cena di Stato, torna a casa.

Alla tavola dei sovrani i sudditi non sono ammessi.

Indipendentisti in piazza per il diritto alla Salute Pubblica dei sardi

sassari rete

Le rappresentanze dei movimenti indipendentisti Fronte, Gentes, Progres, Sardigna Libera e Sardigna Natzione, oggi a Sassari hanno improvvisato un sit-in di fronte alla neonata Asl Unica. Un sit-in per manifestare il dissenso sulle politiche devastanti, in materia di Sanità pubblica, portate avanti in Sardegna dal Presidente Pigliaru e dalla sua maggioranza che governa. In egual misura si denunciano le responsabilità delle forze di opposizione nel Consiglio della RAS per il silenzio complice delle scelte neoliberiste di Pigliaru.

Noi indipendentisti sosteniamo le lotte dei sardi per il diritto inalienabile alla Sanità pubblica e appoggiamo le azioni della “Rete Sarda – Sanità Pubblica”, in prima linea, non da oggi per la difesa degli ospedali in tutti i territori disagiati della Sardegna.

Noi ribadiamo la nostra contrarietà al “Piano di Riordino della Rete ospedaliera sarda” attraverso la quale con l’alibi riorganizzativo, di fatto declassano e chiudono gli ospedali dei territori più disagiati da Isili a La Maddalena, da Muravera a Sorgono, a Thiesi, ad Alghero, a Lanusei, al Sulcis Iglesiente…

Denunciamo lo stato di abbandono degli ospedali di Cagliari, con la chiusura di presidi ospedalieri al servizio di tutta la Sardegna, dal Microcitemico al Binaghi, al San Giovanni di Dio, al Marino. L’Ospedale Oncologico perde pezzi (dalla chirurgia alla radioterapia); il Brotzu è in forte sofferenza. Le lunghe liste d’attesa e la forte carenza di personale medico e paramedico, costringono i sardi a rinunciare alle cure sanitarie e i nostri medici a fuggire.

L’ospedale Microcitemico: scuola di scienziati ed avanguardia internazionale secondo l’OMS, oggi viene mortificato e accorpato al Brotzu, perdendo ogni sua specificità sia per l’assistenza ai talassemici sia per le malattie rare (assai diffuse in Sardegna).

Diciamo

NO alla Asl Unica, la neonata grande mangiatoia dei partiti politici al governo dei sardi, reali responsabili dei Buchi di bilancio della Sanità, ma che intendono far pagare alle nostre collettività attraverso il taglio del diritto all’assistenza primaria e chiudendo i nostri ospedali pubblici.

NO alla sostituzione degli ospedali territoriali con centri burocratici di potere al servizio del clientelismo dei politici accondiscendenti.

NO alla nomina del super-manager piemontese Moirano, a cui si affida il taglio dei diritti dei sardi ad una sanità pubblica di qualità e gratuita per tutti.

NO all’ ”operazione coloniale italo-araba” che vede l’apertura del Mater Olbia, l’ospedale privato di proprietà dell’Emiro del Qatar. La classe politica sarda in modo trasversale si è impegnata a distrarre dalle nostre casse, a favore dell’Emiro, 58 milioni all’anno per dieci anni, arrivando paradossalmente a “comprare un nuovo padrone” al Popolo sardo.

Con il sit-in a Sassari, noi indipendentisti preannunciamo la lotta ad oltranza in difesa della Sanità Pubblica Sarda.

Claudia Zuncheddu

 

 Rassegna Stampa

Casteddu online: Indipendentisti in piazza contro Pigliaru:"Giù le mani dalla sanità"

Videolina: INDIPENDENTISTI CONTRO ASL UNICA: «LA SANITÀ TORNI AI SARDI»

SOBERANIA SANITARIA Sassari 13 12 2016

 

 

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