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LA TERRA AI CONTADINI

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LA TERRA AI CONTADINI. In tanti a Gonnosfanadiga per difendere la nostra Terra.

SI alla tutela delle nostre economie tradizionali contro la centrale termosolare da Gonnosfanadiga al confine con Guspini.

SI al sostegno degli interessi degli agricoltori contro la devastazione delle nostre terre e delle nostre economie agricole organizzate e no, per garantire il profitto alle lobby degli affari.

SI alla mobilitazione dei sardi per scongiurare danni ambientali e consumo del suolo.

Il NO dei nostri agricoltori alla svendita delle proprie terre e alle minacce di esproprio per l’interesse prevalente dello Stato. Per noi sardi non c’è “Sblocca Italia” che tenga. La Sardegna è stata già espoliata delle sue risorse.

FERMIAMO le politiche criminali dei governi di centro destra e di centro sinistra, che per accordi trasversali hanno decretato il sacrificio delle nostre terre con aziende annesse, sull’altare di interessi estranei ai sardi.

PRETENDIAMO atti concreti, nelle sedi istituzionali, per la tutela delle nostre aziende.

STOP alla schizofrenia dei Politici che per garantirsi la fedeltà dell’elettorato simulano solidarietà nei territori mentre nelle sedi decisionali, tutti appassionatamente, svendono vaste fasce del territorio sardo. La recente svendita di circa 1000 ettari di terre fertili SBS di Arborea a Bonifiche Ferraresi, per un “pugno di mangime”, è una delle peggiori operazioni di svendita voluta e portata a termine dal governo e dalla maggioranza di Pigliaru.

MOBILITAZIONE per fermare l’immensa centrale termosolare da Gonnosfanadiga a Guspini.

VIGILANZA sull’ambiguità della Politica della RAS che mentre simula di difendere le nostre aziende agricole e la Terra, poi non si opporrà alle logiche dello “SBLOCCA ITALIA”.

La Sardegna non può essere la piattaforma energetica delle multinazionali nel Mediterraneo né la piattaforma militare al servizio delle guerre. Noi sardi dobbiamo essere al servizio del nostro Popolo e della nostra Terra. Basta con le servitù e il mercato delle vacche in casa nostra. 

Claudia Zuncheddu – SardignaLibera 

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Ringrazio Roberta Pinna per la pubblicazione del  mio intervento

Il dibattito sui Poligoni in Sardegna non è gradito a Roma

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Sardigna Libera denuncia la gravissima presa di posizione dei senatori di Forza Italia Bruno Alicata, Maurizio Gasparri ed in primis del sardo Emilio Floris, che con un’interrogazione urgente indirizzata alla ministra della Difesa Roberta Pinotti e della Pubblica istruzione Valeria Fedeli, chiedono  «se non ritengano inconcepibile che all'interno di istituti statali vengano diffusi messaggi contro le istituzioni, con tesi sostenute da comitati spontanei, separatisti o antimilitaristi, peraltro senza alcun contraddittorio»… “Se non ritengano opportuna la sospensione degli altri appuntamenti previsti e quali provvedimenti di propria competenza intendano adottare nei confronti degli organizzatori o di coloro che, comunque, hanno permesso questo tipo di manifestazione all'interno dell'istituto».

Il messaggio di intimidazione, è la risposta ad un evento intitolato “Sardigna terra de bombas e cannones”, promosso dal Collegio dei docenti di un liceo di Olbia, nel contesto del programma scolastico “Sa die de sa Sardigna”. L’evento moderato dal docente Cristiano Sabino, è espressione del dibattito democratico presente in tutta l’Isola sull’occupazione militare. Ha preso parte ai lavori anche il senatore Giampiero Scano membro della Commissione sull’Uranio Impoverito.

Non ci sorprendono le reazioni dei senatori italiani che hanno presentato l’interrogazione. Senatori che non da oggi vedono la nostra Isola solo come piattaforma militare nel Mediterraneo al servizio delle guerre.

E’ sconcertante che sul tema inerente le attività di guerra e di sperimentazione bellica in Sardegna, che ospita il 62% del totale delle servitù militari in Italia, sia un senatore sardo, già sindaco di Cagliari e che conosce benissimo i disagi che queste servitù creano alle nostre collettività.

Fra l’altro il senatore e la sua parte politica a Roma come a Cagliari, che sono complici della distruzione della scuola pubblica in Sardegna, arriva a chiedere che sia non solo proibito ma anche punito il confronto e il dibattito democratico all’interno delle scuole pubbliche sopravvissute alla mannaia dei tagli.

Ai senatori che hanno presentato l’interrogazione, va ricordato che in Sardegna non esiste  alcun movimento separatista; che nei sistemi democratici le politiche istituzionali possono essere criticate e cambiate; che quelli che chiamano “comitati spontanei” e in modo confuso ed improprio “separatisti” o “antimilitaristi”, sono quelli che vogliono che la Sardegna non sia più al centro delle strategie della guerra; sono quelli che si battono per la pace e auspichiamo che presto mandino  a casa tutti questi onorevoli.

Solidarietà al Dirigente Scolastico del Liceo scientifico Lorenzo Mossa di Olbia, al docente Cristiano Sabino, a tutto il Collegio dei docenti e agli studenti.

Claudia Zuncheddu – Sardigna Libera

Cagliari pad Dibattito sui poligoni in Sardegna NON E' gradito a Roma "Sardigna Libera denuncia la gravissima presa di posizione dei senatori di Forza Italia Bruno Alicata, Maurizio Gasparri ed in primis del sardo Emilio Floris"

A proposito di “Corruzione” ieri al Convegno con il Magistrato Piercamillo Davigo.

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Una riflessione ed una domanda al Presidente della II Sezione Penale presso la Corte suprema di Cassazione.

“Per la corruzione, l’Italia è al primo posto in Europa e terza a livello mondiale. Secondo la Magistratura, dai dati accertati il 5,6% della spesa sanitaria pubblica va ad appannaggio della corruzione.

L' infiltrazione della criminalità organizzata all’interno delle istituzioni democratiche è veicolata dalla corruzione della classe politica. Quindi, i partiti politici in modo trasversale, tradendo il ruolo per il quale sono nati e cioè quello di garanti della democrazia, sono divenuti ‘soggetti criminali’ e ‘veicoli della corruzione’. Essi illegittimamente ‘occupano’ le istituzioni dello Stato in tutte le sue diramazioni (RAS compresa). Attraverso la lottizzazione e le nomine politiche (vedi in Sanità ad esempio, il Presidente della RAS nomina gli assessori, gli assessori nominano super manager, direttori generali etc etc.) la classe politica si garantisce la gestione ed il controllo sugli apparati pubblici.

Di fronte a questo scenario, quindi ad una sorta di ‘istituzionalizzazione della corruzione’, c’è da chiedersi se questo sistema così strutturato e radicato si può scardinare nella sua illegalità”.

A questa mia domanda, noi sardi la risposta l’abbiamo chiara. Per superare questo sistema va mandata a casa la classe politica che opera in Sardegna, quindi va scardinato quel sistema di partiti strutturati per rapinare le risorse pubbliche e per perpetuare il proprio sistema di potere. In Sardegna, noi abbiamo necessità che tutto il mondo indipendentista, tutte le forze politiche di dissenso che non siano succubi e conniventi del blocco dei partiti italiani, le forze di ribellione presenti nei nostri territori, i nostri intellettuali e imprenditori, si organizzino e si uniscano dietro un unico cartello. Solo così noi sardi potremo spazzare via questa classe politica ed intraprendere un processo di libertà ed autogoverno. Per noi sardi questa è l'unica direzione verso cui orientarci.
Claudia Zuncheddu

Press in Sardinia: Corruzione: una riflessione ed una domanda al Presidente della II Sezione Penale della Corte Suprema di Cassazione

Cagliari pad: Sul tema “Corruzione” ieri Convegno a Cagliari con il Magistrato Davigo

Sardegna news Corruzione: una riflessione ed una domanda al Presidente della II Sezione Penale della Corte Suprema di Cassazione

 

BILANCIO del Convegno al Lazzaretto di Cagliari su “Il Diritto all’Assistenza Sanitaria Pubblica” e prospettive

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BILANCIO del Convegno su “Il Diritto all’Assistenza Sanitaria Pubblica…” e prospettive

 

Il bilancio del convegno dell’11 Marzo, contro i tagli alla Sanità Pubblica, quindi contro la privatizzazione, è stato per tutti i partecipanti assai positivo. Il risultato raggiunto ha soddisfatto le nostre aspettative sia in termini di contributo alla conoscenza del complesso tema, sia per le prospettive post convegno.

 

Rappresentanti della Rete Sarda Sanità Pubblica, in lotta da lungo tempo per la difesa dei presidi ospedalieri dei territori disagiati, sono giunti da tutte le parti dell’Isola, portando i problemi specifici delle proprie collettività e le stesse soluzioni. Non sono mancate le testimonianze di alcuni cittadini affetti da patologie croniche che sono intervenuti denunciando i disagi già prodotti dai tagli ai servizi di assistenza e le preoccupazioni per il futuro.

 

Messaggi forti sono arrivati dal tavolo dei relatori scientifici che esponendo le relazioni dettagliate, hanno ricostruito uno scenario drammatico dell’assistenza sanitaria pubblica in Sardegna. Tutti, con le loro differenti relazioni, sono arrivati alle stesse conclusioni. I relatori: Massimo Dadea (ex assessore alla Sanità e cardiologo, è intervenuto sul Diritto inalienabile dei sardi all’assistenza sanitaria pubblica), Gisella Trincas (presidente dell’ASARP, ha esposto lo stato di abbandono della psichiatria nei territori e le ricadute sociali future), Paolo Porcella (ortopedico dell’ospedale Marino, fa il quadro sul ridimensionamento e chiusura di un ospedale con le sue eccellenze), Paola Correddu (neurologa di Alghero, ha esposto la situazione della Sanità Pubblica nel Nord ovest della Sardegna), la sottoscritta (ha relazionato sulla situazione della Medicina di Base, dei servizi territoriali negati e la strategia della privatizzazione del sistema Sanitario Pubblico).

 

La conclusione dei lavori, è stata per tutti una speranza ed una spinta propulsiva per il proseguimento delle lotte in un’unica direzione: lo stop alla Riforma sul Riordino della rete ospedaliera sarda, con l’accoglimento da parte della Regione Autonoma Sarda e del suo Consiglio, delle esigenze e delle richieste dei singoli territori.

 

Un ringraziamento speciale, oltre ai relatori-ospiti, è dovuto al giornalista moderatore Ottavio Olita, non solo per la conduzione dei lavori e per aver portato sui temi all’ordine del giorno l’esperienza della Comunità La Collina di don Ettore Cannavera, a rischio di chiusura, ma per aver sottolineato efficacemente, che sui grandi temi, i sardi devono unirsi. Ci si unisce lungo i nostri percorsi di lotta, cammin facendo, indipendentisti e non indipendentisti. Un concetto ribadito efficacemente da Egidio Addis, da Bustianu Cumpustu ed altri.

 

Sardigna Libera

 

Sardigna Natzione Indipèndentzia

 

Fronte Indipendentista Unidu

 

Progetu Repùbrica de Sardigna

 

Gentes

 

 

Video dell'incontro

introduzione del moderatore Ottavio Olita intervento dell'avv Sollai

intervento di Massimo Dadea

intervento di Gisella Trincas

intervento di Paola Correddu

intervento di Paolo Porcella

La Sanità pubblica non si tocca: intervento di Claudia Zuncheddu

intervento di Cristian Cadoni e Lidia Todde

intervento di Luigi Pisci e Giancarlo Sias

intervento di Silvia Dessì e Giampiero Marras

Egidio Addis,  Angelo Cremone e della Dottoressa Mocco

interventi di Marcella Baldi e Rita Melis

intervento di Bustianu Compostu e conclusioni dell'incontro

 

 servizi tg

servizio tg Rai3 Regione 11-3-2017

tg videolina 11 3 17

tg sardegna1 11 3 2017

 

rassegna stampa

Il polo sovranista “Sa Mesa” si confronta con la sanità regionale: «Nessuno tocchi l’assistenza pubblica»

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