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Sit-in della Rete Sarda Difesa Sanità Pubblica in occasione della discussione in Aula del Piano di riordino della rete ospedaliera

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La Rete Sarda Difesa Sanità Pubblica indice per martedì 26 ore 9.30 un sit-in sotto il palazzo del Consiglio Regionale in occasione della discussione in Aula del Piano di riordino della rete ospedaliera sarda. Piano che mira al declassamento degli ospedali pubblici e alla chiusura di interi servizi sanitari dai territori più disagiati alle città.
 
La Rete Sarda Difesa Sanità Pubblica, fa un appello ai consiglieri regionali di tutti gli schieramenti che hanno garantito il proprio impegno teso ad impedire che si abbattano sugli ospedali pubblici dei sardi ulteriori tagli in nome di strane razionalizzazioni e di buchi di bilancio, ad abbandonare l’Aula al momento del voto per esprimere il proprio dissenso su questa controriforma.
 
Ciò consentirebbe di superare la prassi dei “muretti a secco”, con la possibile richiesta del voto segreto dietro cui nascondere l’espressione delle proprie scelte in modo tale che nessuno sia responsabile di niente.
 
La Rete Sarda Difesa Sanità Pubblica, da tempo impegnata contro i tagli ai diritti dei sardi all’assistenza sanitaria di qualità e gratuita per tutti, in difesa quindi del Sistema sanitario pubblico e dei suoi ospedali, chiede che la classe politica sarda si assuma le proprie responsabilità in modo palese ed inequivocabile.
 
Rete Sarda Difesa Sanità Pubblica
 
 
Unione Sarda 26-9-17: 
consiglio rete
 
 
 
Ansa-Sardegna: Rete ospedaliera:ddl in Aula,fuori sit in

"Nonostante il dialogo con i territori l'assessore alla Sanità ha assicurato che il piano da loro concepito non sarà scombussolato - spiega la portavoce della Rete, Claudia Zuncheddu - pensiamo che in questo modo si miri solo a garantire piccoli contentini un po' qui e un po' la' per rompere l'unità del grande fronte dei territori. Ma ciò che conta sono le lamentele dei cittadini che non hanno più riferimenti sanitari".

La Rete fa anche un appello ai consiglieri regionali di tutti gli schieramenti che hanno garantito il proprio impegno contro la riforma ad abbandonare l'Aula al momento del voto, per esprimere il proprio dissenso su questa "controriforma".

"Ciò consentirebbe di superare la prassi dei 'muretti a secco', con la possibile richiesta del voto segreto dietro cui nascondere l'espressione delle proprie scelte in modo tale che nessuno sia responsabile di niente", spiega Zuncheddu.

Unione Sarda: Rete ospedaliera in Consiglio regionale: opposizione all'attacco 

Intanto sotto il Consiglio regionale, la Rete sarda in difesa della Sanità pubblica ha manifestato contro la riforma in discussione.

L'appello degli esponenti del movimento è rivolto ai consiglieri regionali affinché fermino l'iter della riorganizzazione della rete ospedaliera.

SardiniaPost: Rete ospedaliera, dibattito al via in Consiglio e proteste fuori dal palazzo

Nonostante il dialogo con i territori l’assessore alla Sanità ha assicurato che il piano da loro concepito non sarà scombussolato – spiega la portavoce della Rete, Claudia Zuncheddu -. Pensiamo che in questo modo si miri solo a garantire piccoli contentini un po’ qui e un po’ la’ per rompere l’unità del grande fronte dei territori. Ma ciò che conta sono le lamentele dei cittadini che non hanno più riferimenti sanitari”.

La Rete fa anche un appello ai consiglieri regionali di tutti gli schieramenti che hanno garantito il proprio impegno contro la riforma ad abbandonare l’Aula al momento del voto, per esprimere il proprio dissenso su questa “controriforma. Ciò consentirebbe – prosegue la Zuncheddu – di superare la prassi dei muretti a secco, con la possibile richiesta del voto segreto dietro cui nascondere l’espressione delle proprie scelte in modo tale che nessuno sia responsabile di niente”.

CastedduOnline: Riforma sanità sarda, la posizione di Claudia Zuncheddu (Sardigna Libera)

Rete ospedaliera: ddl in Aula. Sotto Consiglio regionale manifestazione Rete Sanità

La riforma della rete ospedaliera approda in Consiglio regionale fra le proteste. Sotto il palazzo di via Roma a Cagliari la Rete sarda Difesa Sanità pubblica chiede lo stop del passaggio in Aula del ddl, mentre – sempre in via Roma – il Consiglio comunale di Carbonia si è riunito in seduta straordinaria. “Nonostante il dialogo con i territori l’assessore alla Sanità ha assicurato che il piano da loro concepito non sarà scombussolato – spiega la portavoce della Rete, Claudia Zuncheddu – pensiamo che in questo modo si miri solo a garantire piccoli contentini un po’ qui e un po’ la’ per rompere l’unità del grande fronte dei territori. Ma ciò che conta sono le lamentele dei cittadini che non hanno più riferimenti sanitari”.La Rete fa anche un appello ai consiglieri regionali di tutti gli schieramenti che hanno garantito il proprio impegno contro la riforma ad abbandonare l’Aula al momento del voto, per esprimere il proprio dissenso su questa “controriforma”.

SardaNews: Rete ospedaliera:ddl in Aula,fuori sit in (fonteAnsa)

Unione Sarda 27-9-2017

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Fenomeni Migratori. Attuali scenari psicosociali

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Sit-In contro il piano di riordino della rete ospedaliera

 
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L'appello è per tutti i sardi. Il 26 sarà la giornata della resa dei conti nel Consiglio della Regione Autonoma della Sardegna. Facciamo ancora uno sforzo per boicottare il famigerato "Piano di Riordino della rete ospedaliera sarda", per impedire che proseguano i tagli ai nostri ospedali pubblici dai territori disagiati a quelli delle città. Retrocedere sui diritti acquisiti alla Salute avrà costi elevatissimi per tutti i sardi di oggi e di domani. Blocchiamo lo scempio!   

SULLE REPRESSIONI SPAGNOLE IN CORSO IN CATALOGNA

SULLE REPRESSIONI SPAGNOLE IN CORSO IN CATALOGNA

catalogna imm

La repressione del premier spagnolo Rajoy non può fermare il diritto democratico del voto sull’Indipendenza del Popolo catalano.

Solidarietà ai leader indipendentisti e ai funzionari del governo della Catalogna arrestati arbitrariamente dalla guardia civil del primo ministro spagnolo Rajoy, mentre preparavano gli adempimenti per il referendum sull’Indipendenza previsto per il 1 di ottobre, referendum voluto dal governo dell’Assemblea della Catalogna e dal popolo catalano.

I Decreti della Corte costituzionale spagnola, che avvalendosi di una legislazione erede del franchismo, ritengono illegale il referendum sull’Indipendenza, non possono fermare il diritto di un popolo alla propria autodeterminazione sancito dalle Leggi internazionali dell’Onu.

Non si può impedire al popolo catalano di pronunciarsi democraticamente sulla propria autodeterminazione ed indipendenza. Il governo conservatore del Partito Popolare di Rajoy e la forza brutale della guardia civil, non potranno bloccare la volontà e la libera espressione della nazione catalana.

Sardigna Libera

 

Sardegna Reporter: Movimento Sardigna Libera sulle repressioni in corso in Catalogna

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