ClaudiaZuncheddu.net

Il "Piano taglia ospedali sardi"del savoiardo Moirano Martedì 10 in Aula

consiglio

La Rete Sarda Difesa Sanità Pubblica, martedì 10 settembre alle ore 16 indice un nuovo sit-in sotto il Palazzo del Consiglio di Via Roma per ribadire il dissenso dei territori all'approvazione del Piano di Riordino della Rete ospedaliera sarda.  Un piano che contempla la soppressione di ospedali, di interi servizi sanitari, nonché di personale medico e paramedico.

 

La Rete Sarda Difesa Sanità Pubblica, portavoce dei territori sardi disagiati, denuncia i tagli gravissimi già in corso non solo sui piccoli ospedali, ma sugli stessi ospedali di Cagliari, dal Microcitemico al Binaghi, al Marino, al San Giovanni di Dio, all'Oncologico dove si denuncia addirittura la rimozione delle sedie nella sala d'attesa.

 

Si tratta dei grandi presidi ospedalieri al servizio di tutta l'Isola ormai abbandonati al degrado e con un carico di lavoro spropositato sul personale ancora in servizio. Di riflesso lo stesso ospedale Brotzu ed il Policlinico universitario sono in forte sofferenza.

 

La Rete Sarda Difesa Sanità Pubblica, rinnova l'appello ai 60 consiglieri regionali, di non votare il Piano di Riordino e di abbandonare l'Aula al momento del voto. Ciò consentirebbe ai sardi di identificare senza ambiguità i consiglieri responsabili dell'eventuale passaggio della Legge. La richiesta del voto segreto e l'alibi di emendamenti, spesso anche peggiorativi della Legge, potrebbero rappresentare il muretto a secco dietro cui celare responsabilità individuali e di partito.

 

Claudia Zuncheddu portavoce Rete Sarda Difesa Sanità Pubblica

Ansa: Rete ospedali, in Aula tra le proteste Sit-in Rete sanità e seduta straordinaria Consiglio Lanusei

CagliariPad: Piano di riordino ospedaliero, appello Rete sarda difesa sanità: “Consiglieri abbandonate l’aula durante voto”

SardiniaPost: Rete ospedaliera, maggioranza ancora senza accordo. E le proteste continuano : 

La riforma della rete ospedaliera ritorna in Aula tra le proteste. Dei territori soprattutto: domani alle 9.30, sotto il palazzo del Consiglio regionale a Cagliari, è in programma un nuovo sit-in della Rete sarda di difesa della sanità pubblica. “Rinnoviamo l’appello ai 60 consiglieri ad abbandonare l’Aula al momento del voto, ciò consentirebbe ai sardi di identificare senza ambiguità i responsabili dell’eventuale passaggio della legge”, spiega la portavoce Claudia Zuncheddu. La Rete denuncia in particolare “i tagli gravissimi già in corso non solo sui piccoli ospedali, ma sugli stessi ospedali di Cagliari”

Tiscali: Rete ospedali, in Aula tra le proteste

 

al sit.in

SardiniaPost: Rete ospedaliera, pressing di sindaci Ogliastra e Rete sanità su Consiglio“Oggi emerge che l’imput che Roma ha dato alla Giunta e al Consiglio è che questo piano di riordino deve assolutamente passare – attacca Claudia Zuncheddu di Sardigna Libera, portavoce della Rete Sanità pubblica – assisteremo però a una simulazione di emendamenti che sono talvolta peggiorativi o utili solo a privilegiare alcuni territori a discapito di altri”.

Ansa: Ospedali,Ogliastra e Rete Sanità premono Sindaci e cittadini in presidio sotto Consiglio regionale"Oggi emerge che l'imput che Roma ha dato alla Giunta e al Consiglio è che questo piano di riordino deve assolutamente passare - attacca Claudia Zuncheddu di Sardigna Libera, portavoce della Rete Sanità pubblica - assisteremo però a una simulazione di emendamenti che sono talvolta peggiorativi o utili solo a privilegiare alcuni territori a discapito di altri".

Tiscali: Ospedali,Ogliastra e Rete Sanità premono

SardaBews; Ospedali,Ogliastra e Rete Sanità premono

CagliariPad: Rete ospedaliera: Ogliastra e Sanità pubblica in pressing L'Ogliastra, con una decina di sindaci del territorio, e la Rete Sanità pubblica in piazza a Cagliari, sotto il Consiglio regionale, per fare pressing sull'assemblea

CagliariPad: Sanità, Pigliaru incontra i cittadini ma non risponde alle domande

Cagliaripad il parere di Claudia Zincheddu, il confronto col Pres. Pigliaru

sitin riforma

 

 

 

Molentargius oasi dei veleni e stipendificio per élite politiche e burocratiche

I-fumi-fuoriescono-dallo-stagno-di-Molentargius-con-Cagliari-sullo-sfondo-3-770x480-768x479

Articolo di Claudia Zuncheddu pubblicato il giorno 1-10-2017 su "Il Manifesto Sardo"

Che tipo di rifiuto può alimentare un incendio così violento nel sottosuolo del parco? Cos’è l’odore nauseabondo e la nube di fumo che fa star male le persone?

L’emergenza ambientale a Molentargius e l’esposizione da giorni e giorni della cittadinanza a inalazione di sostanze sicuramente inquinanti, a tutt’oggi non ben identificate, richiede un’accelerazione nell’individuare la tipologia delle sostanze tossiche immesse nell’aria, il sopralluogo ed un piano di caratterizzazione del sito inquinato con analisi della campionatura delle sostanze solide e liquide, un piano di monitoraggio ed un progetto di bonifica da parte degli enti competenti.

L’inosservanza del principio di precauzione, la mancata bonifica della discarica ed il danno per la salute ambientale e delle persone, oggi implica responsabilità penali degli amministratori che si sono alternati nel tempo nei comuni di pertinenza. Il ruolo del sindaco è complesso e sensibile così come lo è quello delle agenzie e degli enti regionali. La tutela del territorio, bonifica dei siti inquinati e il ripristino ambientale sono obblighi a cui gli enti pubblici in primis devono attenersi, ma purtroppo questo non è ciò che normalmente avviene nella realtà.

Gli interventi tampone con camion di argilla e altro materiale per soffocare le fiamme che sprigionano dal sito non è certo la strategia corretta. Molentargius è un disastro ambientale sottovalutato. Eppure per la tutela di quell’oasi naturalistica, un unicum per le peculiarità dell’ecosistema, negli anni non sono mancati fiumi di finanziamenti che avrebbero dovuto garantirne la cura, la conservazione, la valorizzazione ed il controllo.

La gestione dell’Ente parco, così ambita e contesa a tutti i livelli istituzionali, induce a pensare che le imponenti risorse finanziarie abbiano seguito corsi estranei agli interessi del sito naturalistico. Quella discarica finì nell’oblio dei tempi inglobata dalla natura. Il suo risveglio con i suoi veleni era solo una questione di tempo. Oggi per gli addetti ai lavori della politica Molentargius evoca esclusivamente l’oasi felice come stipendificio per élite politiche e burocratiche.

Molentargius offre tanta bellezza quanto degrado, spettrali canali coperti dalla moria dei pesci, le nutrie che distruggono le covate e gli argini dei canali, il randagismo ed oggi l’incendio nel suo sottosuolo. Brucia una discarica abusiva di rifiuti indifferenziati e stratificati nei decenni nell’indifferenza delle amministrazioni che si sono alternate nei comuni e alla direzione del parco.

Plastiche ed amianto sono solo una parte certa della presenza dei rifiuti pericolosi su cui non stare più a guardare. La nuvola di fumo è l’immissione nell’aria di sostanze sicuramente tossiche poiché prodotte dalla combustione di rifiuti a prescindere dalla tipologia. Anche rifiuti non tossici con i processi di incenerimento producono il pericoloso particolato, sono i PM 10, PM 2,5 e l’ultrafine, per non parlare dei metalli pesanti o delle diossine prodotte dalla combustione della plastica. Le diossine altamente tossiche per inalazione, per contatto, per ingestione di alimenti contaminati, compreso il latte materno, necessitano di un monitoraggio urgente e meticoloso da parte delle agenzie regionali preposte, spesso distratte e tardive.

Il parco di Molentargius-saline è nato 20 anni fa sotto la spinta di cittadini e movimenti ambientalisti, preoccupati dalle pressioni urbanistiche tese a far sì che una parte di pertinenza cagliaritana e non solo, venisse prosciugata e cementificata. Oggi ci si interroga su come mai l’Ente gestito da consorzi di comuni, con ricchi fondi europei, non abbia pensato in questi decenni a monitorare il proprio territorio e a bonificare le note situazioni critiche. Purtroppo le dinamiche che animano la gestione del patrimonio ambientale sono spesso sensibili a stimoli estranei agli equilibri dell’ecosistema e alla tutela del bene ambientale, flora e fauna.

L’Ente Parco distratto e strabico non ha neppure pensato che questa importante risorsa potesse continuare a convivere con l’estrazione del sale. Una secolare e fiorente attività economica bloccata negli anni 80 per interessi estranei al parco e per privilegiare le saline siciliane. La raccolta del sale avrebbe garantito occupazione, come già avveniva fin dall’inizio del secolo scorso, nonché nuove economie legate alla filiera con forti ricadute sul territorio, dalla produzione di nuovi sali di pregio all’halotherapia. Ma la cultura della bellezza, della salute ambientale e delle ricche risorse che la natura offre è ancora un’illustre sconosciuta alla classe politica sarda.

Sui gravi atti repressivi in corso in Catalogna

barcellona

La Guardia Civil sgombera i seggi e reprime con violenza il voto dei catalani sul Referendum di Indipendenza.

Purtroppo ciò di cui si aveva paura sta avvenendo. Il governo del popolare Rajoy, con il consenso dei socialisti spagnoli, in perfetto stile franchista ha dato il via alla repressione nei seggi elettorali in Catalogna.

La Guardia Civil sgombera con la forza i seggi ed in alcuni casi spara proiettili di gomma sui cittadini in attesa di poter esprimere il proprio voto.

Gli organismi dell’UE presieduti da esponenti del Partito Popolare, in modo opportunistico, appoggiano le azioni repressive e antidemocratiche del governo spagnolo.

La Sardegna non può stare a guardare. Chiediamo a tutti i sardi e a tutte le formazioni politiche di esprimere pubblicamente il proprio dissenso sulla repressione della libertà e della democrazia in Catalogna.

Chiediamo che il Presidente Pigliaru, il Presidente Ganau e tutto il Consiglio della Regione Autonoma della Sardegna, che già si è espressa a favore della libertà di voto in Catalogna, di dissentire pubblicamente su questi fatti e di agire sul piano istituzionale per manifestare al governo spagnolo il proprio sdegno, e quello del popolo sardo, sugli atti repressivi e liberticidi in corso contro il diritto alla libera espressione del popolo catalano.

SardignaLibera

 

SardiniaPost:Referendum Catalogna, SardignaLibera: “Dovere di tutti opporsi a repressione”

Ansa Sardegna: Indipendentisti sardi a Barcellona

SardegnaOggi: Referendum Catalogna tra manganellate, proiettili e sangue

Prende posizione anche il movimento Sardigna Libera. "La Guardia Civil sgombera con la forza i seggi ed in alcuni casi spara proiettili di gomma sui cittadini in attesa di poter esprimere il proprio voto. Gli organismi dell'Ue presieduti da esponenti del Partito Popolare, in modo opportunistico, appoggiano le azioni repressive e antidemocratiche del governo spagnolo. La Sardegna non può stare a guardare. Chiediamo a tutti i sardi e a tutte le formazioni politiche di esprimere pubblicamente il proprio dissenso sulla repressione della libertà e della democrazia in Catalogna".

ANSA en América Latina: Independentistas Cerdeña denuncian represión España

 "La Guardia Civil reprime con violencia la votación de los catalanes en el referendo sobre la Independencia", destacó Sardigna Libera, una asociación que defiende "el proyecto histórico de libertad y soberanía del pueblo" de la isla italiana de Cerdeña. "Con un perfecto estilo franquista", el gobierno de Mariano Rajoy "ha lanzado la represión en los centros electorales de Cataluña", destacó la asociación, que pidió "a todos los sardos y formaciones políticas manifestar su rechazo a la represión".

ANSA-BOX/ Catalogna: Schützen e sardi, indipendentisti solidali

Sardignalibera, movimento che propugna l'indipendenza della 'nazione sarda', ha chiesto "a tutti i sardi e a tutte le formazioni politiche di esprimere pubblicamente il proprio dissenso sulla repressione della libertà e della democrazia in Catalogna".

CagliariPad: Catalogna, Sardigna Libera: “Repressione e violenza non sono la risposta” 

Cronache Nuoresi: La Guardia Civil ha fatto irruzione anche nel seggio elettorale dove era previsto votasse il presidente Carles Puigdemont a Girona sfondando le porte. La protesta non violenta dei catalani, regalano fiori agli agenti.

 

 

IL DIBATTITO SULL’IDENTITÀ

Unione Sarda 01-10-2017- Intervista a Claudia Zuncheddu

 

L’appello di Claudia Zuncheddu: un grande fronte per l’autogoverno

«Con l’indipendenza tutti avranno uguali diritti»

 

 

claundi inf

Mentre Barcellona vota sull’indipendenza, Claudia Zuncheddu guarda con ansia alla Catalogna: «La repressione di Rajoy contro il popolo sovrano mi preoccupa», confida la fondatrice di Sardigna libera, «ha schierato 10mila militi per impedire che ci si pronunci».

 

Ci sarà mai un percorso d’indipendenza simile, in Sardegna?

«Il governo catalano ha una maggioranza indipendentista e identitaria. Da noi, parte dei cosiddetti sovranisti sostiene le politiche neoliberiste di Pigliaru. Questo è un freno al processo di costruzione di un vasto fronte indipendentista». Per alcuni l’indipendentismo della ricca Catalogna somiglia più all’egoismo padano che all’indipendentismo sardo. Condivide? «Non esiste l’indipendentismo delle regioni ricche contrapposto a quello delle regioni povere. Esistono i popoli senza Stato con le loro rivendicazioni. Storicamente la Catalogna, come la Sardegna, è una nazione senza Stato, con una storia e un’identità fortissima, ma sotto dominio coloniale».

Intanto la Lega celebra i referendum per l’autonomia del nord.

«Prima la Lega scimmiottava il sardismo. Oggi è tutt’altro, un movimento razzista e xenofobo che cavalca le paure dei popoli in modo spregiudicato, quindi è un nostro antagonista politico».

Confronti a parte, che senso ha chiedere l’indipendenza oggi?

«La Sardegna, con una storia diversa da quella sabauda, rinunciò con la Fusione perfetta del 1847 alla condizione di Stato. Si generò un’oppressione coloniale che è alla base dei nostri mali. L’indipendenza è il futuro, con un ritorno alla dignità del passato. Ridiscute i privilegi costituiti, mira all’uguaglianza di tutti. Tutti devono avere uguali opportunità: diritto alla salute, al lavoro, allo studio, alla felicità; libero autogoverno del territorio, della cultura, dell’economia».

Su quali battaglie concrete deve impegnarsi la politica sarda?

«La difesa degli ospedali, la sanità pubblica di qualità e gratuita per tutti. La tutela dell’ambiente, del settore agropastorale, della piccola-media industria. La difesa della scuola pubblica e della cultura e lingua sarda; la difesa del territorio dal cemento e da tutto ciò che inquina, militarizzazione compresa».

Quale sviluppo economico immagina, nei prossimi vent’anni?

«La materia prima è il nostro unicum ambientale. Un progetto di governo deve tener conto anzitutto dell’economia agropastorale, condizione per un turismo realmente produttivo. Assurdo importare l’80% dei prodotti alimentari».

E all’industria dice no?

«Dico sì all’industria di trasformazione dei nostri prodotti, della farmaceutica, del sale, dei tessuti. Sì all’alluminio, per ottenere prodotti finiti dal riciclo; non per produrre veleni. No ai modelli di sviluppo imposti come il petrolchimico, che hanno dato profitti per pochi e alti costi in termini di salute».

Senza i fondi statali, come si gestiranno i servizi alla collettività?

«C’è una vertenza entrate che non è da barattare con le pensioni o con gli oboli ai Comuni. Certe logiche ricordano i fondi straordinari per i Piani di rinascita: di straordinario non c’era nulla, i Piani erano pagati con i soldi che lo Stato doveva ai sardi. E oggi noi ci paghiamo sanità e trasporti interni».

Gli indipendentisti criticano chi si è alleato con Pigliaru, ma anche lei nel 2014 si candidò in quella coalizione, con Sel. Fu un errore?

«Non è tanto grave essere eletti in una coalizione, il problema è: al servizio di chi si mette una forza indipendentista? Nel 2009 fui eletta con la coalizione di Soru e feci grandi battaglie, spesso in solitudine ma mai al servizio di nessuno, se non degli interessi dei sardi».

Su quali punti rimase sola?

«Per esempio per lo scandalo del G8 alla Maddalena nessun consigliere ebbe il coraggio di firmare la mia mozione. Vinsi da sola la battaglia giudiziaria contro la protezione civile di Bertolaso. Poi nel 2014 i miei appelli all’unità del mondo identitario cozzarono con posizioni precostituite. Mi candidai da indipendente con Sel perché in Consiglio sosteneva la mie battaglie. Capii poi che era per opportunismo. Oggi mi chiedo cosa ci fosse dietro il rifiuto dell’unità indipendentista, chi fossero gli sponsor italiani. Il perché di quel settarismo, utile a dividere».

Le piace l’idea di una casa comune degli indipendentisti aperta a chi ebbe ruoli rilevanti nei partiti italiani, come Pili e Oppi?

«Quando crolla il partito italiano di riferimento, non basta una berritta in testa per diventare sardisti. Ma Pili, di cui pure non condivido molte posizioni, segue da tempo il percorso identitario, gliene va dato atto. Il suo posto è in un fronte fuori dai blocchi italiani. Non me ne voglia invece Oppi, ma sulla rete ospedaliera non vorrei che fosse proprio lui il trait d’union tra Giunta e centrodestra».

Come si schiereranno le forze dell’autogoverno alle Regionali?

«Auspico che tutti i movimenti di matrice identitaria, sardista e indipendentista si uniscano sui grandi temi, lasciando anche spazio ai movimenti italiani progressisti che stanno fuori dai blocchi italiani e dalle loro politiche coloniali».

E alle elezioni Politiche, invece?

«Gli indipendentisti devono essere lì dove si decide il destino dei sardi. Un cartello che veda unite le nostre forze è necessario».

Sardigna libera parteciperà?

«Lavoriamo in quel senso, ma non solo per un cartello elettorale. Aborriamo il concetto di partito: parliamo di un movimento che può sciogliersi in un fiume che porti all’autodeterminazione e a costruire l’indipendenza. Per farlo dobbiamo governare, costruendo un grande movimento identitario che cambi il nostro destino».

Giuseppe Meloni

22141178 1410186655769468 8025303687989306089 n

Newsletter

Ricevi le ultime news direttamente sulla tua casella di posta elettronica. Iscriviti alla newsletter:
Firma la petizione!
Firma la petizione!

Attività

loader

Ultimi Commenti

  • Ettore Gasperini De ... ha scritto Leggi tutto
    Mettete molta Attenzione!At... 9 days ago
  • Ettore Gasperini De ... ha scritto Leggi tutto
    PARIS ! SARDIGNA ! PARIS!!!... 9 days ago
  • Ettore Gasperini De ... ha scritto Leggi tutto
    QUANTO SOTTO ESPRESSO PRIMA... 9 days ago
  • Chiara Serra di S.M... ha scritto Leggi tutto
    Bellissime frasi ,sono d'ac... 1 month ago
  • Chiara Serra di S.M... ha scritto Leggi tutto
    Bellissimo ,sono d'accordo 1 month ago

Archivio News

Dai il tuo contributo Azalai on-line (indicare il decimale con il punto)

Importo devoluto: